Solidarietà alle ONG che rifiutano uomini armati a bordo delle navi di salvataggio



La Consulta della Pace, della Nonviolenza, dei Diritti Umani e il Disarmo del Comune di Palermo e il MIR Palermo, esprimono la loro piena solidarietà alle Ong che intendono condurre le operazioni di ricerca e soccorso in mare dei profughi, sotto il coordinamento della Guardia costiera italiana (MRCC) e in conformità con tutte le leggi internazionali e marittime pertinenti.
Ciò, indipendentemente dalla loro adesione al cosiddetto “codice di condotta” imposto dal ministro Minniti.
Il codice di condotta, che il Governo Italiano intende imporre alle ONG che operano nel salvataggio in mare non risponde alla richiesta che le forze di polizia non debbano essere stabilmente presenti a bordo delle navi e che non detengano armi. 
La presenza di uomini armati durante le operazioni di salvataggio sarebbe in chiaro contrasto con i principi di neutralità e indipendenza.
Inoltre alcuni degli impegni presentati in tale “Codice”, quali le limitazioni ai trasbordi, potrebbero ridurre l’efficienza e la capacità dell’attuale risposta di ricerca e soccorso (SAR), con gravi conseguenze umanitarie.

Francesco Lo Cascio

Portavoce della Consulta della Pace

e Vicepresidente nazionale del MIR

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