Presentato da 35 parlamentari il DDL n.501 “Cultura di Pace in Sicilia”.


ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

DISEGNO DI LEGGE  ( n. 501)

presentato dai deputati: Zafarana (M5S) e Maggio (PD)

Zafarana, Ciancio, Cancelleri, Cappello, Mangiacavallo, Ferreri, Zito, Ciaccio, Foti, La Rocca, Palmeri, Siragusa, Tancredi,

Trizzino, Alloro, Anselmo, Arancio, Barbagallo, Cracolici, Cirone, Digiacomo, Dipasquale,

Ferrandelli, Gucciardi, Laccoto, Lupo, Marziano, Milazzo, Panarello, Panepinto; Raia; Rinaldi; Vullo, Vinciullo.

 

Cultura della Pace in Sicilia

—-O—-

RELAZIONE DEI DEPUTATI PROPONENTI

Onorevoli colleghi,

il presente presente progetto di legge ha lo scopo precipuo di introdurre nell’ordinamento giuridico della Regione Sicilia – analogamente ad altre Regioni d’Italia – una legge in favore di una cultura di Pace e dell’educazione alla nonviolenza, con l’auspicio che il territorio siciliano possa emanciparsi dalla presenza delle numerose installazioni militari divenendo al contempo, in ossequio alla sua naturale vocazione geografica, un ponte di pace tra i popoli del Mar Mediterraneo.

L’articolo 1 del presente disegno di legge rappresenta un’enunciazione di principio di alta valenza giuridico-costituzionale per l’ordinamento giuridico regionale nel quale introduce il fondamentale principio del ripudio della guerra, proclamato dall’articolo 11 della Costituzione italiana, attuando contestualemente l’articolo 28 della Dichiarazione Universale che recita: «Ogni essere umano ha diritto ad un ordine sociale e internazionale nel quale tutti i diritti e libertà enunciati nella presente Dichiarazione possono essere pienamente realizzati».

In questa ottica numerose Regioni hanno intrapreso un percorso nel solco del binomio indissociabile pace-diritti umani: si vedano, tra le altre, la legge del Veneto legge regionale 30 marzo 1988, n. 18, quella dell’ Emilia 1 febbraio 1994, n. 4, quella dell’ Umbria del 2 agosto 1994 n. 21, quella della Campania del 7 aprile 2000 n. 12, quella della Toscana legge del 30 luglio 1997 n. 55, quella della Lombardia del 5 giugno 1989, n. 20, e quella del Piemonte del 17 agosto 1995, n. 67.

Il diritto alla pace, il diritto allo sviluppo e il diritto all’ambiente vengono annoverati tra i diritti umani di terza generazione ancora in attesa di un pieno riconoscimento giuridico in ambito nazionale a fronte di una piena attuazione dei diritti civili e politici (prima generazione) ed i diritti economici, sociali e culturali (seconda generazione). La peculiarità del caso italiano è da riscontrare nel fatto che numerose regioni hanno dato attuazione ai diritti di terza generazione ponendosi, così, alla testa del movimento costituzionalista mondiale mirante a dare piena effettività al “nuovo” Diritto universale dei diritti umani; già dal 1991; si contano, inoltre, numerosi Statuti di Comuni e Province che prevedono la “norma pace diritti umani” modellata sul prototipo regionale.

Questa, invero, costituisce una situazione unica al mondo sia dal punto di vista prettamente giuridico che politico, sociale e culturale: la cultura della pace, dei diritti umani e della cooperazione – che può essere tradotta come “via istituzionale nonviolenta alla pace” – è una cultura “orientata all’azione” che sta coinvolgendo, in modo sempre più pregante, la scuola, l’università, l’associazionismo ed il volontariato, con benefico sviluppo della democrazia partecipativa e della cultura della legalità e della solidarietà.

In ordine ai diritti umani, gli ordinamenti giuridici (nazionali, subnazionali, internazionali) devono armonizzare le rispettive azioni politiche nella direzione della Dichiarazione Universale che pone gli stessi “a fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo”.

Il riconoscimento dei diritti umani e della pace, come diritto fondamentale, ha una duplice ricaduta su Regioni e Comuni: il rafforzamento della loro autonomia e la loro piena legittimazione a rivendicare ed esercitare il ruolo di ‘polo territoriale basilare’ nella dinamica del principio di sussidiarietà (in una sua accezione internazionale) che è tipico dei diritti umani.

Il presente disegno di legge – che nasce, su iniziativa del MIR, dalla proposta di un cartello di associazioni che operano da anni nel settore della cooperazione e della nonviolenza, delle diverse forme di obiezione di coscienza – mira a favorire iniziative che affrontino tematiche su conflitti bellici dimenticati, sulla relazione tra Pace, giustizia ed ambiente, su temi ecumenici e interconfessionali, sugli stili di vita, ed altro.

Per il conseguimento di questi obiettivi la Regione assumerà iniziative finalizzate a favorire interventi di enti locali, organismi associativi, istituzioni culturali, gruppi di volontariato e di cooperazione internazionale presenti in Sicilia.

L’art. 9 del presente progetto di legge, inoltre, individua il 2 ottobre di ogni anno (giornata internazionale della nonviolenza, proclamata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite) la Giornata della Pace, della nonviolenza e dei diritti umani in Sicilia. Il Centro di documentazione previsto dall’articolo de quo è costituito quale espressione dell’associazionismo nonviolento “storico”, elaboratore originario e sperimentatore della difesa non-armata e nonviolenta, recepita come concetto e forma di difesa della Patria dalle normative nazionali.

In ultima analisi, appare ormai improcrastinabile che anche nell’ordinamento siciliano venga introdotta una legge che renda la Sicilia terra di Pace: valore che si sostanzia attraverso la promozione dei diritti umani, la smilitarizzazione dei territori, l’attenzione ai conflitti dimenticati, l’attenzione agli ultimi, la sensibilizzazione verso stili di vita caratterizzati dalla sostenibilità sociale ed economica. Le istituzioni hanno il dovere di raccogliere questi indirizzi e riflessioni e sostenere iniziative d’informazione e di ricerca, di educazione, volte alla cooperazione nello stile della nonviolenza, che mirino a sensibilizzare le nuove generazioni con esplicito intento pedagogico e d’indirizzo.

—O—

DISEGNO DI LEGGE DI INIZIATIVA PARLAMENTARE

Art. 1

(Oggetto e finalità)

1. La Regione Siciliana, in coerenza con i principi costituzionali che sanciscono il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, la promozione dei diritti umani, delle libertà democratiche e della cooperazione internazionale, riconosce nella pace un diritto fondamentale degli uomini e dei popoli.

2. Allo scopo di rendere concreta l’aspirazione dei cittadini siciliani a fare della Sicilia una terra di pace, la presente legge promuove la cultura della pace e della nonviolenza mediante iniziative culturali e di ricerca, di educazione, di cooperazione e di informazione.

3. Per il conseguimento di questi obiettivi, la Regione realizza interventi diretti e favorisce interventi di enti locali nonché di organismi associativi, istituzioni culturali, gruppi di volontariato e di cooperazione internazionale presenti sul territorio regionale.

Art. 2

(Giornate per la pace, la non violenza, i diritti umani)

1. Il 2 ottobre, proclamata Giornata internazionale della nonviolenza dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con Risoluzione A/RES/61/271 del 15 giugno 2007, è individuata come giornata per la pace, la nonviolenza ed i diritti umani nella Regione siciliana.

2. La Regione riconosce altresì la Giornata internazionale della pace che si svolge il 21 settembre e la Giornata internazionale dei diritti umani che si svolge il 10 dicembre.

3. Annualmente, con decreto del Presidente della Regione da pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale della Regione, vengono indicate le iniziative da realizzare e da promuovere per le celebrazioni relative al 2 ottobre. Il programma delle iniziative viene formulato anche sulla base delle proposte avanzate dal Comitato permanente di cui all’art. 5 della presente legge e, comunque, previo parere positivo della stessa.

Art. 3

(Premio per la nonviolenza e per i diritti umani)

1. E’ istituito il Premio per la Pace, la Nonviolenza, i Diritti Umani, da assegnare a persone, enti, organismi associativi e cooperative, comitati e organizzazioni, che si siano particolarmente distinti nella realizzazione di iniziative sui temi di cui alla presente legge.

2. Il premio denominato “Sicilia per la Pace” che ha una dotazione annua di 50 mila euro, viene conferito annualmente dal Presidente della Regione, anche su proposta del Comitato permanente di cui all’arti. 5 e, comunque, previo parere positivo della stessa. Il Premio viene consegnato il 2 ottobre.

3. All’onere di 150 mila euro di cui al presente articolo si fa fronte per il triennio 2014/2016 con le disponibilità del fondo globale per nuove iniziative legislative di parte corrente del bilancio della Regione. Agli oneri relativi agli anni successivi si provvede annualmente con legge di bilancio.

Art. 4

(Registro regionale delle associazioni operanti per la pace)

1. Presso la Presidenza della Regione e’ istituito il Registro regionale degli enti e delle associazioni che operano in favore della pace e della solidarietà con i Paesi in via di sviluppo, dei diritti umani, della difesa nonviolenta, del disarmo.

2. Per essere iscritti nel registro di cui al comma precedente gli enti e le associazioni che ne fanno domanda devono possedere i seguenti requisiti: a) operare senza fini di lucro; b) avere un ordinamento interno a base democratica; c) operare in ambito regionale da più di un anno; d) prevedere nel proprio statuto, fra gli scopi sociali, in modo esclusivo o prevalente le finalità di cui al comma 1 del presente articolo. La formazione del Registro ed ogni successiva modificazione viene disposta con decreto del Presidente della Regione da pubblicare sul sito web della Regione.

Art. 5

(Istituzione del Comitato permanente per la pace)

1. E’ istituito il Comitato regionale permanente per la pace.

2. Il Comitato è composto: a) dal Presidente della Regione, o da un suo delegato, che la presiede; b) da tre membri designati dal Presidente della Assemblea Regionale Siciliana scelti tra i suoi componenti. Detti componenti decadono qualora cessino dalle funzioni di deputato regionale; c) da sei rappresentanti delle associazioni comprese nel Registro di cui all’art. 4, scelti dal Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana fra quelli indicati dalle associazioni stesse. In sede di prima applicazione della presente legge, provvedono alla designazione le associazioni che risultano iscritte entro il terzo mese dalla emanazione del decreto di formazione del Registro.

3. I componenti del Comitato permanente per la pace vengono nominati con decreto del Presidente della Regione.

4. Il Comitato dura in carica cinque anni. Essa, in ogni caso, viene integralmente rinnovata ad ogni inizio di legislatura della Assemblea Regionale Siciliana.

5. Il Comitato provvede ad adottare, come suo primo atto, un regolamento interno per disciplinare il suo funzionamento. Per la validità delle sedute è necessaria la presenza della maggioranza dei componenti e le deliberazioni sono valide se assunte con il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti.

6. A quanto necessario per il buon funzionamento del Comitato, ivi compresa la sala delle riunioni, provvede la Presidenza della Regione senza nuovi o ulteriori oneri per la finanza pubblica.

Art. 6

(Funzioni del Comitato permanente per la pace)

1. Il Comitato permanente per la pace concorre:

a) alla formulazione del programma annuale di interventi, di cui al successivo articolo 7;

b) alla predisposizione del piano triennale ed eventualmente delle relative linee annuali di intervento per la realizzazione delle iniziative di cui al successivo articolo 7;

c) alla formulazione delle proposte di cui agli articoli 2 e 3 della presente legge.

2. Il Comitato collabora con gli organismi, altri comitati e commissioni regionali sui temi riguardanti la Pace, la Nonviolenza, i Diritti Umani.

3. Il Comitato esprime parere obbligatorio sulle iniziative di cui agli articoli 2, 3 e 7 della presente legge.

4. Il Comitato esprime parere ogni qual volta ne viene richiesta e svolge funzioni di alta sorveglianza sulle attività del Centro di cui all’articolo 9 della presente legge.

Art. 7

(Iniziative)

1. Per la conoscenza, l’approfondimento e la diffusione delle tematiche oggetto della presente legge, la Regione interviene:

a) per favorire la realizzazione di incontri, manifestazioni, convegni e seminari di informazione, formazione e studio, anche con la partecipazione di studiosi ed esperti a livello nazionale ed internazionale, anche promossi da enti, istituzioni culturali, organismi associativi e cooperativi ed organizzazioni non governative legalmente riconosciute, che svolgano attività di educazione alla pace e ai diritti umani.

b) per la promozioni di attività di indagine e di ricerca in tema di:

1) pace, non violenza, diritti fondamentali delle persone e dei popoli;

2) nuovi rapporti tra organizzazione economico – produttiva, ricerca scientifica e innovazione tecnologica nel quadro dello sviluppo di una politica di pace;

3) esperienze, ragioni e prospettive storiche del principio della nonviolenza;

4) pedagogia e didattica dirette alla produzione di programmi scolastici per la pace.

c) per la concessione di premi per tesi di laurea, di specializzazione, di dottorato di ricerca, di master, presso Università presenti nella regione sui temi della Peace Research, della Nonviolenza, dei diritti umani, della risoluzione non armata dei conflitti, dello sviluppo sostenibile, particolarmente per ricerche riferite all’ area Mediterranea ed al ruolo della Sicilia in tale area.

d) per attività di formazione professionale in favore di giovani provenienti da paesi in via di sviluppo attraverso la loro partecipazione ad attività formative dedicate all’approfondimento delle tematiche della pace e dello sviluppo sostenibile.

e) per realizzare corsi di formazione professionale per quanti intendono recarsi a operare in paesi in via di sviluppo, a titolo di volontariato o in base a progetti di cooperazione internazionale;

f) per agevolare programmi di soggiorni in Sicilia di studenti di ogni ordine e grado, singoli o in gruppo, al fine di consentire una migliore comprensione delle rispettive culture, a condizioni di reciprocità con iniziative analoghe realizzate da governi o da organizzazioni di altri paesi, in particolare di quelli dell’area Mediterranea

g) per attivare la formazione dei volontari in servizio civile di cui alla legge 6 marzo 2001, n. 64, in particolare sulle tematiche di cui alla presente legge.

Art. 8

(Programma degli interventi)

1. Sulla base del piano triennale delle iniziative approvato dal Comitato permanente per la pace di cui all’articolo 5 della presente legge e delle eventuali linee guida annuali redatte dalla stessa, viene annualmente predisposto il programma degli interventi relativo alle iniziative di cui all’articolo 7 della presente legge.

2. Il programma contiene le iniziative direttamente promosse dalla Amministrazione regionale e quelle proposte da enti pubblici ed enti privati come individuati dalla presente legge., Il programma, articolato per le diverse aree di intervento, dopo avere acquisito il parere favorevole della Comitato permanente per la pace ed il parere delle commissioni permanenti della Assemblea Regionale Siciliana competenti per il merito e per le questioni finanziarie che deve essere espresso entro 15 giorni dal ricevimento del programma, viene approvato con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta Regionale.

Art. 9

(Centro di documentazione ed iniziativa sui problemi del disarmo mediterraneo e della difesa non armata e nonviolenta)

La Regione, nello spirito del processo di Barcellona che ha portato nel 2008 alla nascita dell’Unione per il Mediterraneo, istituisce, con decreto del Presidente della Giunta regionale, uno specifico Centro di documentazione ed iniziativa sui problemi della cooperazione tra le due sponde del mare interno, specializzato sul disarmo euromediterraneo e sulla sperimentazione delle Ambasciate di Pace e dei Corpi Civili di Pace. Le associazioni nonviolente, iscritte al Registro di cui all’art. 4, sentita il Comitato di cui all’art. 5, propongono lo statuto, il programma e i comitati direttivo e scientifico del Centro, dotato di budget autonomo. I rappresentanti, i programmi e le attività del Centro, avvalendosi della collaborazione di reti transnazionali pacifiste, contribuiscono alla programmazione del Comitato di cui all’art. 2.

Art. 10

(Oneri finanziari)

1. Per il finanziamento delle iniziative di agli artt. 7 e 8 della presente legge è istituito presso la Presidenza della Regione un fondo unico di bilancio.

2. Per il triennio 2014-2016 il fondo è dotato di 1 milione di euro, di cui 300 mila per l’anno 2014, 350 mila per ciascuno degli anni 2015 e 2016, cui si fa fronte mediante utilizzo del fondo globale per nuove iniziative legislative del bilancio della Regione. Agli oneri relativi agli esercizi successivi si provvede annualmente con legge di bilancio.

3. Gli interventi di cui alla presente legge possono essere finanziati, altresì, con le risorse di ogni singolo ramo dell’Amministrazione Regionale, con fondi di provenienza regionale, nazionale ed europea.

Art. 11

(Norma finale)

1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana.

2. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione.

Link al sito ARS per seguire l’iter del DDL: http://is.gd/ddl501Pace

Link al file in PDF: http://issuu.com/locascio/docs/cultura_pace_in_sicilia_depositato

Annunci