Marzo 2015


03.marzo

Pianist Markiyan Matsekh plays John Lennon’s IMAGINE on the anniversary of Lennon’s death, Dec 8, 2013, to riot police on Kiev’s Bankova Street. Photo by: Oleh Matsekh. On April 11, 2014 this photo, entitled “The Piano Player,” won the Freedom House annual photo contest’s first prize award in “The Look of Freedom and Repression” contest: http://www.freedomhouse.org/blog/look-repression-and-freedom#.U1QCV_3vBBU

Gennaio | Febbraio | Marzo | Aprile | Maggio | Giugno | Luglio | Agosto | Settembre | Ottobre | Novembre | Dicembre

Rivolta dell’Ucraina e proteste nonviolente 

 

Dal gennaio 2005 l’Ucraina è stata monopolizzata da due personaggi: Viktor Juscenko, filo-occidentale e il politico filo-russo Viktor Janukovyc, leader del Partito delle regioni. Juscenko vinse le elezioni del 26 dicembre, sospinto dalla mobilitazione popolare della Rivoluzione Arancione. Dal 2005 al 2010, Juscenko fu Presidente della Repubblica. In quegli anni, l’Ucraina si avvicinò molto all’Occidente, preoccupando sempre di più Mosca. Pertanto alle elezioni presidenziali del 2010, la Russia appoggiò Janukovyc, che vinse, al ballottaggio, contro la Tymosenko. Con Janukovyc il potere si è fatto più autoritario e l’Ucraina si è avvicinata maggiormente alla Russia, senza però abbandonare l’aspirazione a entrare in Europa. Ma le troppe prudenze europee hanno portato il Presidente a rifiutare di firmare un accordo di associazione dell’Ucraina all’Europa, fondamentale per la sopravvivenza economica del Paese. Questa, assieme ad altre motivazioni, è stata la causa scatenante delle proteste popolari che hanno portato, nel novembre 2013, all’occupazione da parte dei “manifestanti filo-europei” della Piazza di Indipendenza Maidan – gigantesco “capolavoro” dell’architettura staliniana – nel centro di Kiev. Nel gennaio 2014 gli scontri di piazza si sono fatti aspri per la repressione sempre più dura e le barricate più alte e meglio organizzate. Si contano alla fine circa 150 morti e più di 1000 feriti. In questo contesto si sono innestate diverse iniziative autenticamente nonviolente, particolarmente da parte delle donne e delle chiese. Il 22 febbraio i manifestanti chiedono le dimissioni di Janukovyč che, ormai circondato, fugge dalla capitale, rifugiandosi vicino al confine russo. L’atmosfera nel paese si va surriscaldando. La politica ucraina mostra uno straordinario trasformismo che non permette ai cittadini e agli osservatori occidentali di capire quali siano realmente le forze in gioco. Alcune confederazioni sindacali ucraine hanno affermato, in questo delicato frangente della vita del paese, tutto il senso ed il valore della nonviolenza e del dialogo, proponendo il protagonismo dei lavoratori e delle lavoratrici quale forza pacifica ed elemento decisivo per la soluzione delle controversie, l’affermazione della democrazia e la costruzione di un futuro in Europa per tutti i cittadini dell’Ucraina. Come sempre, dai media non traspare, ma sono molti i componenti delle società civili ucraina e russa che rifiutano la soluzione militare del conflitto e sono impegnati per la costruzione di una società democratica, pluralista e non oligarchica. Nella fotografia un uomo a piazza Maidan suona il pianoforte davanti all’esercito.

 

 

youtube-logo

maidan

 

 

 

 

 

 

 

 

maidan

wikipedia-logoEuromaidanRivoluzione arancione

pdf_icon

 

 

Revolutsiya pdf

Russia-Ucraina, Solgenicyn aveva già previsto tutto

New_Book-icon

Il Piano come azione nonviolenta durante i conflitti

Freedom House: photo contest “The Look of Repression and Freedom”

 The Guardian: intervista esclusiva al pianista