Giugno 2015


06.giugno

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Primavera araba 

 

Primavera araba è un termine di origine giornalistica utilizzato perlopiù dai media occidentali per indicare una serie di proteste ed agitazioni cominciate tra la fine del 2010 e l’inizio del 2011. I paesi maggiormente coinvolti dalle sommosse sono la Siria, la Libia, l’Egitto, la Tunisia, lo Yemen, l’Algeria, l’Iraq, il Bahrein, la Giordania e il Gibuti, mentre ci sono stati moti minori in Mauritania, in Arabia Saudita, in Oman, in Sudan, in Somalia, in Marocco e in Kuwait. Le vicende sono tuttora in corso nelle regioni del Medio Oriente, del vicino Oriente e del Nord Africa.

Le proteste, che hanno colpito paesi riconducibili in vario modo all’universo arabo ma anche esterni a tale circoscrizione come nel caso della Repubblica Islamica dell’Iran che ha in un certo senso anticipato la primavera araba con le proteste post-elettorali 2009-2010 (noto lo slogan Where is my vote?), hanno in comune l’uso di tecniche di resistenza civile non armata, così come l’uso di social network come Facebook e Twitter per organizzare, comunicare e divulgare certi eventi a dispetto dei tentativi di repressione statale. Alcuni di questi moti, in particolare in Tunisia ed Egitto, hanno generato un cambiamento di governo, e sono stati denominati rivoluzioni. Tutte le rivolte si sono svolte con l’apporto decisivo di Gene Sharp, professore dell’università di Harvard, ora dell’Einstein Institute, e della sua opera di divulgazione delle tecniche della nonviolenza Come abbattere un regime. I fattori che hanno portato alle proteste sono numerosi e comprendono la corruzione, l’assenza di libertà individuali, la violazione dei diritti umani e delle condizioni di vita che spesso rasentano la povertà estrema. Anche la crescita del prezzo dei generi alimentari è da considerarsi tra le principali ragioni del malcontento, essa minaccia l’equilibrio mondiale in ordine all’alimentazione di larghe fasce della popolazione nei paesi più poveri, generando una crisi paragonabile a quella alimentare mondiale del 2007-2008. Ad oggi, quattro capi di stato sono stati costretti alle dimissioni o alla fuga: nel 2011 Zine El-Abidine Ben Ali in Tunisia, Hosni Mubarak in Egitto, in Libia Muammar Gheddafi che, dopo una lunga fuga da Tripoli a Sirte, è stato catturato e ucciso dai ribelli estremisti e nel 2012 Ali Abdullah Saleh nello Yemen.

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weblink

 

 

 

La ragazza dei gelsomini e gli eroi della nonviolenza (Tunisia) Pressenza

 

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From dictatorship to democracy Gene Sharp

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Come abbattere un regime Gene Sharp

I diari della rivoluzione ( Egitto) reteccp

Le rivoluzioni arabe F.M.Corrao

Rivoluzione 2.0 Wael Ghonim

Crackdown in Syria:terror in Tell Kalakh Amnesty Int.

La Felicità araba Syoria della mia famiglia e della rivoluzione Siriana Shady Hamadi

La sete di Ismaele Paolo Dall’Oglio sj

Collera e lice un prete nella rivoluzione siriana  Paolo Dall’Oglio sj

Il nostro Irak Maurizio Cucci

Società civile in Iraq