Calendario della Nonviolenza: dedicato alla Rivoluzione delle donne dell’Iran


“DIRITTO ALLA BELLEZZA. Ribelli d’Iran umiliate o uccise per la libertà” è il titolo del Calendario della Nonviolenza 2023 anche quest’anno impreziosito dall’inconfondibile tratto dei disegni di Tiziana Crivello.
Come Movimento Internazionale della Riconciliazione di Palermo, come Consulta della Pace, della Nonviolenza, dei Diritti Umani e del Disarmo del Comune di Palermo non potevamo che essere dalla loro parte, a fianco delle donne iraniane che stanno pagando un prezzo altissimo per la libertà. Pertanto sabato 17 dicembre 2022 alle ore 17,30 presenteremo il calendario a loro dedicato presso la Galleria d’arte Dictinne Bobok, sita in via Nicolò Garzilli 28, assieme alla storica dell’arte Erminia Scaglia che ne ha curato i testi e all’artista Tiziana Crivello che, nell’occasione, esporrà anche i ritratti delle donne e autograferà i calendari. Interverrà la Professoressa Maria Antonietta Spadaro. Ascolteremo testimonianze e canti dall’Iran.

Le offerte donate per questo calendario sono volte a sostenere l’attività culturale del MIR Palermo in favore dei diritti umani e della libertà del popolo iraniano.

Affrettatevi, tiratura limitata!

“Sono trascorsi 22 anni da quando la fumettista iraniana Marjane Satrapi pubblicò il suo celebre graphic novel Persepolis, divenuto un best seller internazionale. Un capolavoro che ha contribuito non poco, attraverso un linguaggio semplice e immediato, a far conoscere al mondo i mutamenti che la Persia, oggi l’Iran degli ayatollah, ha subìto in seguito alla rivoluzione islamica ma racconta anche dell’Europa, dell’occidente osservato dagli occhi prima di bambina, e poi di adolescente, costretta ad allontanarsi dal proprio Paese e da una dittatura opprimente, soprattutto nei confronti delle donne. Intende dunque essere un omaggio a quei disegni che un giorno svelarono l’Iran al grande pubblico, questo nostro Calendario della nonviolenza 2023; crediamo anche noi nell’efficacia di una matita e nel suo carattere di “pericolosità”. Non sono pochi infatti gli artisti in prigione in questo momento, si pensi ad Atena Farghadani, una delle protagoniste di questa pubblicazione, condannata a 12 anni di carcere per una vignetta satirica che ritrae i politici della repubblica islamica come animali.
Una testimone di coraggio al mese – disegnata dall’agile matita di Tiziana Crivello che firma il suo secondo calendario a sostegno delle campagne che il MIR conduce ormai da anni – ci accompagnerà in questo cammino, solidali con il popolo persiano che sta combattendo una durissima battaglia, l’ennesima, auspichiamo la decisiva per abbattere il regime.
Come George Floyd due anni fa, Mahsa Jina Amini è diventata un simbolo internazionale della resistenza. La sua morte, avvenuta il 13 settembre 2022, ha infiammato i lavoratori di tutto l’Iran, così come studenti universitari e medi, curdi, balochi, arabi, persiani, azeri, lur e turkmeni, mano nella mano. Il mondo è testimone del loro coraggio di fronte alla spietata repressione del regime. Si pensi alla stesa giornalista che, per prima, ha dato la notizia dell’uccisione di Masha, Niloufar Amedi, che rischia la pena di morte in prima persona.
Iniziata come protesta femminista – dando vita allo slogan ormai internazionale “Donna, vita, libertà” – si è rapidamente evoluta in una più ampia rivolta antigovernativa grazie al supporto di tantissimi uomini. Basti pensare alla solidarietà dei giocatori iraniani che non hanno cantato l’inno nazionale durante i mondiali di calcio in Qatar. Le attuali insurrezioni non sono che la continuazione di quelle del 2017 e del 2019 – che avevano proposto lo slogan simile “Pane, lavoro, libertà”. Tuttavia, a differenza del precedente Movimento Verde del 2009, che era riformista, guidato dalla classe media e per lo più circoscritto alle principali città iraniane, questa più recente ondata di proteste chiede esplicitamente la caduta del regime ed è composta principalmente dalla classe lavoratrice. Finora, almeno 300 persone sono state uccise, 900 ferite e 12.500 arrestate, anche se i numeri ufficiali sono difficili da reperire. Il coprifuoco su Internet continua, ma nonostante le interruzioni, i giovani iraniani esperti di tecnologia continuano a trovare il modo di trasmettere la loro lotta al resto del mondo. Purtroppo, però, sono essi stessi i primi bersagli della repressione: manifestanti di appena 11 anni sono stati uccisi dalle forze del regime. Tra gli arrestati, molti sono attivisti politici e lavoratori. Il 15 ottobre è scoppiato un incendio nella prigione di Evin, secondo molti manifestanti, provocato dal regime, per intimidire il movimento. Evin è il principale centro di detenzione per i dissidenti politici e gli oppositori del regime, ed è noto anche come “Università di Evin” perchè vi sono detenuti artisti, intellettuali, e attivisti antigovernativi. É lì che è stata anche la blogger italiana Alessia Piperno. Sebbene il regime sia stato fermo nella sua brutale repressione dei manifestanti, di giorno in giorno la crisi di legittimità si intensifica e continua a svilupparsi. Persino importanti esponenti della linea dura hanno dovuto accettare alcuni punti del movimento come il riesame dell’applicazione della legge sull’hijab obbligatorio e chiedere al regime di diminuire la repressione sui manifestanti. Un altro esempio delle crescenti divisioni della classe dirigente può essere visto tra i chierici che compongono l’oligarchia clericale sciita iraniana. Un loro esponente, ha recentemente criticato la “polizia morale”, che considera illegale e contraria all’Islam. Le donne in Iran si tagliano i capelli in segno di protesta e di lutto, questo gesto ha contagiato moltissime altre donne in tutto il mondo, superando qualsiasi confine linguistico e culturale. La stanno chiamano la “Rivoluzione del bacio”. Scattata da un utente anonimo durante le manifestazioni del martedì, una fotografia ritrae un ragazzo e una ragazza che si baciano in mezzo al traffico rompendo uno dei tanti tabù imposti dalle leggi della repubblica islamica. L’immagine più bella della nonviolenza”.
Erminia Scaglia
Ecco i nomi delle protagoniste del calendario:
Gennaio: Mahsa Amini, 22 anni, studentessa
Febbraio: Asra Panahi, 16 anni, studentessa
Marzo: Masih Alinejad, 46 anni, giornalista
Aprile: Shrin Ebadi, 75 anni, magistrata, premio Nobel per la Pace
Maggio: Niloufar Bayani, 34 anni, biologa e attivista
Giugno: Atena Farghadani, 31 anni, fumettista
Luglio: Nasrin Sotoudeh, 59 anni, avvocata per i diritti umani. Premio Sacharov per la libertà di pensiero
Agosto: Ghoncheh Ghavami, 33 anni, politica e attivista
Settembre: Marziyeh Ebrahimi, 29 anni, ginecologa
Ottobre: Elnaz Rekabi, 33 anni, atleta
Novembre: Faezeh Hashemi, 59 anni, giornalista e attivista politica
Dicembre: Nika Shakarami, 16 anni, barista

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