Ciao Giovanna!


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Stanotte ci ha lasciato l’indimenticabile amica Giovanna Milazzo. Anima Buona, guida spirituale del MIR Palermo. Sette anni di sofferenze vissute con grandissima fede, serenità, fiducia.

Donna bella, ironica, sempre sorridente. Settant’anni compiuti sabato 16 febbraio. Ci teneva. Avrebbe voluto festeggiarli insieme a parenti e amici. E invece è andata via la notte di domenica, quando, nelle chiese, era stato proclamato il Vangelo delle beatitudini: «Beati voi, che ora piangete,
perché riderete».

Giovanna è sempre stata una grande operatrice di Pace. Docente di francese, militante nel sindacato, amante della cultura. Madre di due splendidi figli: Vincenzo e Giorgio che erano costantemente al centro dei suoi pensieri, delle sue giornate. Nonna di Benedetta, la sua gioia più grande. La nipotina che illuminava i suoi occhi, tanto attesa, per la quale tanto aveva pregato, con la quale trascorreva monenti indimenticabili che poi raccontava cercando di non omettere alcun dettaglio. E poi c’erano Magda, la sorella, complice e, come ogni buona sorella, compagna di tante avventure, e la roccia della famiglia: il papà medico quasi centenario.

Soprattutto però Giovanna era donna semplice che viveva di poco e con poco. Sobria, umile. Le sue giornate scandite e illuminate dalla preghiera, dall’unica cosa che, come Maria di Betania, riteneva necessaria. La fede era stata per lei una conquista, ma anche un dono prezioso, una testimonianza che cercava di condividere con i prossimi. L’entrata in pensione è stata rivelatrice della persona, ha intensificato la propria attività in favore degli ultimi, dei più bisognosi ed emarginati attraverso il volontariato in ospedale con i ministri degli infermi camilliani e ancor più nei gruppi di preghiera, dapprima nella comunità orionina, e nella chiesa di Santa Rosalia, dopo aver cambiato casa. La messa quotidiana imprescindibile. Non potendo più frequantare assiduamente, negli ultimi tempi utilizzava gli strumenti della tecnologia per divulgare parole di bene, messaggi augurali, richieste di preghiere, sempre con una buona parola per tutti: dal più piccolo al più grande. Era un piacere incontrarla ai cineforum del MIR, ai momenti di preghiera, alle cene, e se non poteva conddividere tutto, portava con sè il cestino pranzo pur di stare in compagnia, reputando l’amicizia dono prezioso. Ad agosto un semplice: “purtroppo le cose non vanno molto bene, pazienza”. Con la fiducia dei figli di Dio che si rimettono alla sua volontà. Poi: “Sto meglio, ma col sondino non riesco a concentrarmi, chiedi a Virginia che è venuta a trovarmi”. Poi ci siamo incontrate prima di Natale, eri arrabbiata, e anche quello era il tuo grido di preghiera, di un valore inestimabile. “A Dio piace quando tu ti arrabbi e gli dici in faccia quello che senti, perché è Padre” ci ricorda papa Francesco.

Giovanni significa “dono del Signore”. Con te oggi il MIR perde un altro grande dono. Salutaci l’amico Gianni Costa. Maria regina della Pace della quale eri grande devota ti accolga tra le sue braccia.

Ciao Giovanna, non dimenticarti di noi!

18.02.2019

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