Benvenuto don Corrado Lorefice, nuovo arcivescovo di Palermo


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Semplici e piene di commozione le parole del nuovo arcivescovo di Palermo, don Corrado Lorefice, dapprima nel saluto alla cittadinanza, a fianco al sindaco Leoluca Orlando a Piazza Pretoria, poi, a seguito della consacrazione episcopale, rivolto ai fedeli in Cattedrale e ai rappresentanti delle altre religioni lí presenti. “Che ci faccio io qui?” ha esordito sul palco allestito davanti al palazzo delle Aquile. Poi, dopo le parole di benvenuto e di accoglienza rivoltegli dal primo cittadino, ha letto il suo discorso davanti alle associazioni festanti in piazza. L’articolo 3 della Costituzione della Repubblica Italiana, sull’uguaglianza dei cittadini, l’attenzione a chi é ai margini della società, e alle fasce più deboli: anziani e bambini, da cui tutti dovremmo imparare. Inoltre il dialogo e l’accoglienza a cui Palermo é stata sempre vocata. L’immigrazione e la multiculturalitá come risorsa. L’ecumenismo e la pace come priorità contro ogni cultura di morte. Infine la memoria dei martiri che hanno dato la vita per Palermo. Dopo il corteo dal palazzo di Città all’Arcivescovado, accompagnato da una folla gioiosa e piena di aspettative, si é svolta la celebrazione eucaristica in cui é avvenuta la consacrazione episcopale, a seguito della quale ha esclamato con spontaneità: “Ce l’abbiamo fatta!”. Di nuovo ribadendo dall’importanza del dialogo interreligioso come priorità nel suo programma pastorale.

“Vengo in mezzo a voi come un uomo che desidera condividere  la propria storia – ha detto – sono nato a Ispica, città che amo immensamente”, presenti in prima fila gli anziani genitori.  Ha studiato a Noto, a Catania, a Roma, a Bologna. É stato parroco nella chiesa di San Pietro a Modica per sette anni e dallo scorso anno, anche della chiesa di San Paolo apostolo della stessa città. Ha visitato l’Africa, in particolare il Congo, l’America Latina, in Medio Oriente la Siria. La scelta di affidamento della chiesa di Palermo lo ha spiazzato. Ma contemporaneamente ha sentito crescere dentro di sé un senso di confidenza e di speranza sempre piú forte. Essere vescovo é sentirsi sposati, rimanere fedeli a Cristo e al Vangelo. La scelta di papa Francesco lo ha colto nella sua quotidianità dell’essere cristiano in mezzo a noi con il Vangelo. Si sente come Pietro, che davanti allo storpio proclamò:”tutto quello che ho te lo do in nome di Gesú Cristo”. Don Lorefice non ha piani risolutivi da proporre, non ha programmi pastorali da inculcare, ma chiede a tutti di ascoltare insieme a lui il Vangelo. La Chiesa povera dei poveri, che il papa ci consegna, come priorità e poi l’esempio di Lercaro e Dossetti: richiamare il senso della vera autorità, della paternità. Dunque Vangelo, bellezza e dinamismo, ascolto autentico della Parola e degli altri nella veritá, imparare ad accogliere e vivere il messaggio di Dio. Poi l’invito a fermarsi nelle strade e a guardare, come insegna il profeta Geremia. La memoria dei santi patroni di Palermo Mamiliano e Rosalia e del beato padre Pino Puglisi deve essere sempre viva. Infine memore dell’esempio di uomini e donne di buona volontá che hanno offerto la loro vita per la causa della giustizia e della veritá, Piersanti Mattarella, Rosario Livatino, Peppino Impastato, Giovanni Falcone e Francesca Morvillo, Paolo Borsellino e tanti altri e, assieme a loro, eroi umili, le loro scorte: uomini e donne che si sono spesi per la verità. La dignità e la giustizia violate e violentate di questa città, il dolore prodotto  hanno seminato cultura della legalità, diritti, casa, lavoro, beni confiscati. “Per il vescovo che io vorrei essere tra di voi – ha concluso – tutto questo vuol dire rimanere in contatto con ciascuno di voi, con i corpi, con le anime, vero humus di questa terra. Con i poveri, con chi é ai margini, con chi non é considerato, con chi dá la vita per la pace, per la giustizia. Il vescovo deve servire e non essere servito. Gesù, si é fatto terra e carne per farci ricchi per mezzo della sua povertà. Grande é il Signore che vuole la pace dei suoi servi, per questo beneditemi e dal profondo del cuore pregate per me”.E da tutto il MIR Palermo gli auguri migliori per un proficuo lavoro pastorale al nostro vescovo Corrado.