Il nostro amico Gianni Costa ci ha lasciato


DSC_8266Ci ha lasciato il giorno di San Martino il nostro caro Gianni, amico e socio del MIR dal 2001, anno in cui, assieme all’amata e inseparabile moglie Virginia (45 anni di matrimonio!) e alla figlia Giuliana, partecipò alla marcia per la Pace Perugia-Assisi. Una tappa indimenticabile, di cui conserviamo ancora la ripresa video che egli ha realizzato. Era un appassionato videomaker. Amante del cinema. Ha messo spesso la sua vastissima cineteca a disposizione del gruppo MIR Palermo per la realizzazione dei cineforum sul tema della pace e della nonviolenza. Uomo buono e mite, con un grande sorriso sempre stampato in viso. Nonostante le sofferenze degli ultimi anni non ha mai fatto sentire la sua mancanza nel gruppo, presenziando alle riunioni e alle attività che si organizzavano. Ironico e appassionato lettore di Camilleri, cultore delle parole crociate. Grande tifoso del Palermo, spesso eravamo costretti a spostare la data della riunione perchè giocava la squadra cittadina e tutta la famiglia era incollata davanti alla TV. Negli ultimi tempi indossava con orgogolio la t-shirt con il Mahatma Gandhi che il gruppo di Palermo ha fatto realizzare in occasione dell’ultima Assemblea Nazionale. Gianni è stato un uomo di fede, un buon padre, un grande amico. “Si muore una sola volta” diceva, la sua saggezza di persona semplice e amorevole, il suo coraggio ci mancheranno davvero tanto. Il nostro sostegno e la nostra vicinanza sono in questo momento per tutta la famiglia Costa: Virginia, consigliera nazionale del MIR, i figli Giuliana con il marito Joseph, Serena e Mario con la moglie Danila e i nipoti Giorgio ed Emanuele, che lui tanto amava.

Come soldato durante l’Impero Romano, Martino di Tour era al galoppo del suo cavallo dell’esercito militare in un freddo giorno d’inverno, quando gli passò davanti un mendicante preso da brividi di freddo. La sua coscienza si sentì interpellata, così si fermò per tendere una mano verso quell’uomo. Smontò da cavallo, si tolse il mantello militare pesante (chiamato in latino cappa), e usò la sua spada per tagliarne mezzo e coprire quell’uomo. Quella stessa notte, vide il mendicante in un sogno, riscaldato dal mantello che gli era stato donato, il mendicante guardò Martino e, con il volto e la voce di Gesù Cristo, lo ringraziò. Dopo questo invito alla sequela, Martin sentì che tutta l’armatura doveva essere deposta ai piedi di Cristo. Immediatamente chiese il battesimo e si congedò dall’esercito romano. Nello spiegare la sua posizione come obiettore di coscienza, Martino utilizzò le stesse parole pronunciate da un soldato morto martire quarant’anni prima, Marcello di Tangeri, dichiarando: “Sono un soldato di Gesù Cristo; non è ammissibile per me combattere. “Una volta battezzato, venne ordinato sacerdote, poi vescovo. Oggi è venerato per la sua santità.

Ciao amico Gianni, come Martino, una vita per la PACE!

 

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