Il MIR e il Centro Arcobaleno


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È il 2011 quando suor Anna Alonzo scavalca il muretto di confine, adiacente alla casa delle Assistenti Missionarie, l’ordine religioso al quale lei appartiene e “occupa” una vasta area vandalizzata preda di spaccio e immondizia, decidendo di “bonificare” quello spazio sprecato e di dare speranza a tanti bambini di strada. L’idea nasce da alcune fotografie che Anna trova in un archivio che testimoniano un’attività in zona Guadagna, negli anni ’90, di un centro aggregativo con corsi di ginnastica e altre attività ludiche che si chiamava Centro Arcobaleno. Anna, perchè nulla vada sprecato, neanche la memoria di quello che è già stato fatto, eredita questo nome per il centro che ha in mente di creare e vi aggiunge “3P”, in onore di Padre Pino Puglisi, con il quale lei ha lavorato ben 10 anni. Il Centro Arcobaleno 3P è ora tutto da costruire. Sin da subito i volontari del MIR, assieme ad altri, l’aiutano. Sono artefici della realizzazione degli affreschi di benvenuto con un arcobaleno che si staglia nell’arco principale e l’abbellimento del pulmino che la suora utilizza per andare in giro per la città e che la stessa ha acquistato da un rom quando lavorava al campo nomadi, periodo nel quale siamo entrati in contatto con lei. Più tardi Anna chiede di iscriversi al MIR, negli anni ’80 ricorda come i primi obiettori di coscienza che lavoravano a sostegno delle attività da lei create fossero del Movimento Internazionale della Riconciliazione, fautori di pace, disarmo e dialogo interreligioso, temi congeniali alla religiosa che oggi è consigliere nazionale della stessa associazione.

In questi anni il MIR non ha mancato di fare avere il proprio sostegno ad Anna. Oggi il Centro Arcobaleno è bello e colorato, si possono ammiarare gli affreschi di Gandhi e di Martin Luther King, precisi riferimenti iconografici rimandano a messaggi di pace e di nonviolenza. La frase che si staglia all’ingresso del centro: “Siì il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” è la frase più famosa del Mahatma. Il logo del Centro Arcobaleno, progettato assieme al MIR raffigura un bambino che disegna un arcobaleno, artefice del proprio futuro pieno di colori. È infatti questo il messaggio che Anna intende dare: la sua pedagogia è far sì che i giovani prendano in mano la loro vita, lei li aiuta, ma poi sono loro a dover camminare da soli. Anche con le donne il lavoro è analogo. Intanto l’attività di Anna diviene scomoda. La scuola soprastante la struttura che lei sta restaurando abbandona il quartiere: i bambini sono ora costretti ad andare fuori zona per istruirsi, aumenta la dispersione scolastica, l’opera alla quale appartiene il terreno le costruisce un muro di cinta che le toglie l’ombra degli alberi. I giovani del MIR non si scoraggiano e dipingono prontamente quel muro di 10 metri raffigurante un trompe l’oeil con una foresta piena di alberi e che narra la storia del Gigante Egosita di Oscar Wilde: dove c’è sopruso non arriva la primavera. Inoltre raccolgono fondi per sostenere il centro attraverso la vendita dei calendari della Pace e della Nonviolenza, portano, durante la giornata del Creato, tantissime persone e associazioni alla Guadagna per fare conoscere un’attività meritoria che va certamente sostenuta a dispetto dell’ostruzionismo da parte della Chiesa e delle Istituzioni che Anna subisce. Organizzano danze, attività di aikido e di capoeira che non restano episodi, ma che avranno continuità nella quotidianità dell’oratorio. Il MIR si riunisce poi, qualche volta a Guadagna per i propri incontri di preghiera per la Pace. Realizza l’affresco di Padre Pino Puglisi sorridente. Raccoglie abiti e beni di prima necessità a sostegno dei poveri che Anna assiste, dona mobili e suppellettili, tra cui una cucina per il centro. Il MIR opera anche un tentativo di istituire un cineforum di tematiche antimafia presso il Centro che però ottiene poco consenso tra i giovani. Gli stessi giovani che però riesce a portare alla marcia per la Pace Perugia-Assisi l’anno successivo, grazie a un progetto dell’Assessorato alla Pubblica Istruzione. Tanti sono i politici e gli assessori che visitano il centro, ma che non danno seguito alle proprie intenzioni di sostenere le attività che Anna promuove.

L’8 marzo del 2015 il sindaco di Palermo decide di premiare Anna Alonzo assieme ad altre donne, con una targa, in quella occasione il MIR organizza una mostra fotografica dal titolo “Donne di Guadagna” al Palazzo delle Aquile, che evidenzia come un piccolo cambiamento possibile stia prendendo piede in quel quartiere di cui nessuno parla e invita i media a porvi attenzione. Fianalmente arrivano i riflettori e Anna non manca di denunciare i soprusi che quotidianemente è costretta a subire e le prepotenze dei potenti del luogo, rivendica il comodato d’uso e chiede una maggiore collaborazione da parte delle istituzioni che non sia solamente di facciata.

Nel mese di maggio la mostra fotografica “Donne di Guadagna” sbarca in un centro commerciale sito proprio nella zona di pertinanza del Centro Arcobaleno. Si ritorna a parlare del Centro, dei suoi 200 bambini che ogni giorno possono usufruire del doposcuola, mangiare una merendina, giocare e delle sue donne che cercano ogni giorno di risollevare il quartiere tra mille difficoltà. All’inaugurazione è di nuovo presente il sindaco. A Luglio il MIR, in occasione dell’Assemblea nazionale, porta i propri soci e aderenti in visita al Centro Arcobaleno, che diventa luogo di incontro e informazione, grazie alla presenza di un’amica di Giancarlo Lo Porto, il cooperante palermitano ucciso da un drone USA tra Pakistan e Afganistan, che istruisce il gruppo sulla sua triste e irrisolta vicenda. In serata le donne del Centro Arcobaleno organizzano una cena di accoglienza per i rappresnetanti del MIR, la serata viene completata da canti e danze, tutti si divertono.

Ai primi di ottobre il MIR Palermo riceve il Premio Nazionale della Nonviolenza, il premio Gandhi per una fotografia che è stata la protagonista della copertina del calendario MIR 2015. Anche la fotografia che rappresenta Anna e le donne di Guadagna, presentata sempre dal MIR, si aggiudica il terzo posto. A Roma, in Campidoglio, durante la giornata nazionale della Nonviolenza Anna parla di Guadagna e del suo centro, di successi e di piccole sconfitte inevitabili, conquistando gli innumerevoli giovani presenti in platea. Quest’anno il MIR promuove incontri mensili di preghiera per la pace presso la casa dell Assistenti Sociali Missionarie, per sostenere Anna e le sue consorelle.

Ai primi di novembre, a seguito di una spiacevole aggressione subita da Anna Alonzo, con un comunicato stampa ufficiale, a firma dalla presidenza e dalla vicepresidenza nazionale del MIR, si dà notizia di quanto accaduto alla stampa e si prendono ufficialmente le distanze da simili atti di barbarie, si invitano le persone a sostenere Anna e il Centro Arcobaleno, si auspica che il nuovo vescovo visiti presto il Centro Arcobaleno. È subito un interminabile ciclone mediatico, Anna è su tutte le emittenti televisive, su tutti i giornali laici e cattolici, sulle emittenti locali e nazionali. Non parla dei torti subiti, che ha prontamente denunciato alle forze dell’ordine, ma approfitta per far conoscere il suo centro e per fare appello alla cittadinanza spesso assente e indifferente verso un’attività che cerca di dare speranza agli abitanti di un quartiere dimenticato. A seguito di questo risveglio mediatico il nuovo vescovo di Palermo, non ancora insediatosi, tra i suoi primi atti, non manca di chiamare Anna al telefono.

Sempre il MIR organiza un appello ecumenico di 15 tra sacerdoti, religiose e pastori in sostegno di Anna, seguendo le orme di legalità dettate da Papa Francesco. Oggi, presso la bottega di Libera, alle ore 19,00, a piazza Politeama, il MIR organizza un incontro a sostegno del Centro Arcobaleno, per stimolare idee e progetti e invitare tutti coloro che volessero fare del volontariato alla Guadagna a farsi avanti. C’è posto per tutti. Come diceva padre Puglisi: “E se ognuno fa qualcosa allora si può fare molto”.

Erminia Scaglia

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