1a settembre 2012: Digiuno per Bellolampo , 7a Giornata per il Creato


Dobbiamo avere cura dell’ambiente: esso è stato affidato all’uomo perché lo custodisca e lo coltivi con libertà responsabile,

avendo come criterio orientatore il bene di tutti” (n. 7).

(Benedetto XVI nel Messaggio per la Giornata Mondiale per la Pace 2008)

Il 1° settembre si terrà una giornata di digiuno “per la discarica di Bellolampo”, su iniziativa del MIR, in occasione della 7ma giornata del Creato.

In 70 digiuneremo per:

1. affermare la necessità di conversione a nuovi stili di vita più sostenibili;

2. denunciare i colpevoli roghi che hanno colpito Bellolampo ed assediato la città;

3. porre l’attenzione sui limiti della gestione della discarica e delle procedure di tutela della pubblica incolumità;

4. porre l’attenzione sui limiti di gestione dei rifiuti da parte delle attuali autorità, sui limiti della raccolta differenziata, sui limiti della logica delle discariche, degli inceneritori, del coincenerimento auspicato dal governo regionale e dalle grandi aziende beneficiarie;

5. impegnarci ad una corretta gestione dei rifiuti, al loro riuso, riduzione, riciclo. Ricordando che se Bellolampo è piena di rifiuti, lo è anche per colpa di ciascuno.

Assumiamo quest’impegno in risposta all’appello della conferenza episcopale italiana, che – nel documento della 7° giornata del creato – denuncia come vi siano “aree nelle quali purtroppo la gestione dei rifiuti e delle sostanze nocive sembra avvenire nel più totale spregio della legalità, avvelenando la terra, l’aria e le falde acquifere e ponendo una grave ipoteca sulla vita di chi oggi vi abita e delle future generazioni”. Documento che prosegue ricordandoci come “annunciare la verità sull’uomo e sul creato e denunciare le gravi forme di abuso, si accompagna alla messa in atto di scelte e gesti quali stili di vita intessuti di sobrietà e condivisione, un’informazione corretta e approfondita, l’educazione al gusto del bello, l’impegno nella raccolta differenziata dei rifiuti, contro gli incendi devastatori e nell’apprendistato della custodia del creato, anche come occasioni di nuova occupazione giovanile”.

Per questi motivi intendiamo accogliere l’invito del Santo Padre che ci esorta a “preferire il bene comune di tutti al lusso di pochi ed alla miseria di molti”, solo adottando “uno stile di vita sobrio, accompagnato dal serio impegno per un’equa distribuzione delle risorse, sarà possibile instaurare un ordine giusto e sostenibile” (Epifania 2008). Una sobrietà intelligente potrà anche contribuire a rendere meno gravoso il problema della gestione dei rifiuti, prodotti in quantità crescenti dalle società industrializzate. L’emergenza che da lungo tempo affligge talune aree del nostro Paese dimostra, infatti, come sia impossibile parlare di futuro sostenibile, quando sin da ora non si può abitare serenamente la Terra né godere della bellezza dei suoi doni, perché essa è invasa da cumuli di sostanze sgradevoli. I rifiuti non adeguatamente gestiti divengono veleno per la Terra e per chi la abita, minacciano l’esistenza di uomini, donne e bambini e mettono a rischio le stesse modalità di un’ordinata convivenza sociale. È una responsabilità che chiama direttamente in causa le istituzioni.

Salvaguardia del creato come impegno ecumenico

La responsabilità per il creato è stata una riscoperta comune delle Chiese cristiane: è all’interno del cammino ecumenico che essa si è imposta come esigenza determinante ed è dal mondo ecumenico (in primo luogo dal Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli) che nasce nel 1989 la proposta di una Giornata per il creato. Per l’Europa essa è stata ripresa, in particolare, dalla II Assemblea Ecumenica Europea di Graz (1997), che ha chiamato alla riconciliazione col creato; La Terza Assemblea Ecumenica Europea, svoltasi a Sibiu nel settembre 2007, ha espresso preoccupazione per la creazione di Dio, invocando “una maggiore sensibilità e rispetto per la sua meravigliosa diversità”. La sua centralità è stata inoltre espressa nel 2001 dalla Charta Oecumenica (n. 9): c’è una comune preoccupazione dei cristiani per uno sfruttamento dei beni della terra che avviene «senza tener conto del loro valore intrinseco, senza considerazione per la loro limitatezza e senza riguardo per il bene delle generazioni future». Per questo la Charta indicava un impegno comune dei cristiani «per realizzare condizioni sostenibili di vita per l’intero creato» e per «sviluppare ulteriormente uno stile di vita nel quale, in contrapposizione al dominio della logica economica e alla costrizione al consumo, accordiamo valore a una qualità di vita responsabile e sostenibile».

digiuno.giornata.creato.2012@groups.facebook.com

Elenco adesioni individuali al digiuno

associazioni aderenti:

Mir Palermo, Rifiuti Zero Palermo, Acli Palermo, Chiama l’Africa, Rete Lilliput Isola, HRYO, Ass. Hombre, Ass. Spazio Aperto, Radio RVS, Ecopunto Terrasini, WWF Madonie.