Assemblea Nazionale MIR Vigna Pesio (CN) 3 – 6 luglio 2008


Verbale

 

Alle ore 18,00 del 4 luglio 2008, presso Ca’ Rissulina (Vigna Pesio) hanno inizio i lavori dell’Assemblea Nazionale del MIR per discutere il seguente ordine del giorno:

 

1- Relazioni introduttive: presidenza, segreteria, tesoriere

1.1- Relazione della presidenza

1.2- Relazione della segreteria

1.3- Relazione del tesoriere

2- Dibattito generale

3- Vita del movimento:

3.1- Assetto giuridico (trasformazione in a.p.s.)

3.2- Comunicazione ai soci del bilancio consuntivo e preventivo

3.3- Discussione e deliberazione sulla proposta di aumento della quota sociale

3.4- Presentazione Belpasso. Discussione e deliberazione sulla proposta di vendita dei terreni di Comiso

4- Relazioni dalle sedi

5- Relazione sulle campagne e sulle iniziative nazionali ed internazionali del MIR e linee programmatiche per il nuovo anno sociale:

5.1- “Un futuro senza atomiche”

5.2- Decennio

5.3- Colombia vive

5.4- Campi estivi

5.5- Servizio civile

5.6- Incontro E FOR di Alkmaar

5.7- Salone Internazionale delle iniziative di pace

5.8- Seminario E FOR di genere

6- Proposte in materia di OSM-DPN, destinazione 5xmille e campagna “Scelgo la nonviolenza”: discussione e deliberazione

7- Proposta di collaborazione attiva con il Consorzio Goel: discussione e deliberazione

8- Proposta in materia di campagna “Addiopizzo”: discussione e deliberazione

9- Varie ed eventuali

 

* * *

 

Constatata la presenza di:

 

Ilaria Ciriaci – presidente

Paolo Candelari – vicepresidente – tesoriere

Luciano Benini – vicepresidente

Giovanni Ciavarella – segretario

Silvia Cosentino – segretaria

Chicco Anderloni – sede di Aosta

Paolo Colantonio – sede di Roma

Enzo Gargano – sede di Torino

Beppe Marasso – presidente onorario

Alvise Alba (Alba)

Barbara Bellini (Fano)

Donato Bergese (Cuneo)

Raffaella Cignarale, Claudio Greco, Pier Carlo Racca, Silvana Sacchi (Torino)

Pierangelo Monti (Ivrea)

Sergio Solinas (Milano)

Gaia Serafini, Zaira Zafarana (servizio civile)

 

si passa all’approvazione dell’ordine del giorno, che viene assunto all’unanimità.

 

Intervengono inoltre Giovanni e Graziella Ricchiardi (Murazzano) e, sabato 5 luglio, Nanni Salio e Mirella Crevanzola (Torino) e Renzo Dutto (comunità di Mambre).

 

* * *

 

1- Relazioni introduttive: presidenza, segreteria, tesoriere

 

1.1- Relazione della presidenza.

 

Cari e care, tempo di bilanci, tempo di ripensamenti.

Ripensamento non necessariamente significa delusione o errore. Significa soprattutto ri-pensare, appunto, tornare sul proprio vissuto, ripercorre anche i medesimi sentieri con la speranza che ciò coincida col volo dell’allodola,che pur girando in tondo non vola sempre ripercorrendo la stessa orbita ma in spirali che gradualmente tendono verso il proprio obiettivo: la luce.

Sibiu

L’anno sociale che è cominciato per noi il primo giugno del 2007, alla fine della scorsa assemblea di Fano,  ha visto di lì a un paio di mesi la celebrazione a Sibiu della terza assemblea ecumenica europea che aveva per l’appunto nel titolo l’auspicio stesso del cammino ecumenico “La luce di Cristo illumina tutti”. Molte le aspettative nei confronti di questa importantissima tappa del processo conciliare cui il MIR ha partecipato sin dai suoi albori nel lontano 1988 quando, alla cittadella di Assisi, si visse una settimana di incontri preparatori alla prima vera assemblea ecumenica europea che si sarebbe celebrata l’anno successivo a Basilea.

Il processo conciliare nato da una idea profetica del Consiglio Ecumenico delle Chiese che nel 1983 a Vancouver avevano invitato tutte le chiese membro ad avviare un “ processo conciliare di impegno  per la pace, la giustizia, la salvaguardia del creato”. La KEK incoraggiò la convocazione dell’assemblea di Basilea credendo fermamente che ciò “… avvicinerà il giorno in cui i cristiani parleranno con una voce sola a un mondo che invoca la pace. Un simile incontro promuoverebbe, è la nostra speranza, il dialogo necessario tra pacifisti e non pacifisti”.

Il nostro movimento che come ricordavo ha partecipato sin dall’inizio al processo conciliare sia come movimento sia nella miriade di iniziative dei singoli e delle sedi,  anche questa volta non ha  mancato di fornire il proprio  apporto.

Vicenza e Sibiu

Nel mese di agosto 2007 infatti, il MIR ha partecipato ad una serie di manifestazioni a Vicenza nelle giornate attorno alla ricorrenza del sessantaduesimo anniversario della prima deflagrazione atomica su Hiroshima e Nagasaki. Al di là del valore in sé della memoria dell’olocausto atomico, i giorni 6-7-8-9 agosto 2007 sono stati molto preziosi perché hanno dato come primo immediato risultato il coagularsi di diverse  realtà del pacifismo italiano. Il 6 agosto alle 10.30 del mattino sedevano attorno allo stesso tavolo rappresentanti del MIR, di  Beati i Costruttori di pace, Pax Christi, Centro Interconfessionale per la Pace, Gavci, Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia, Tavola valdese, Federazione delle Chiese Evangeliche d’Italia. Già di per sé un indiscutibile successo frutto di mesi di lavoro relazionale nel quale hanno pesato molto non solamente le doti  individuali di disponibilità, pazienza, tolleranza, ascolto, convinzione, ma anche la stima che il nostro movimento riscuote a livello nazionale e non . Un punto dunque che può sostenere l’impalcatura non sempre stabile della nostra attività a riprova, forse, che essere sempre minoritari in numero ed opinione non sempre caratterizza negativamente un’esperienza. L’incontro del 6 agosto, dunque, vide i sopraccitati protagonisti attorno ad un semplice pezzo di carta che conteneva tuttavia un grande messaggio di speranza e di richiesta di impegno ai delegati a Sibiu affinché  tutte  le Chiese cristiane arrivassero a  dichiarare che non solo la minaccia e l’uso ma anche la fabbricazione, la proliferazione, la detenzione delle armi nucleari costituiscono un gravissimo peccato contro Dio, l’Umanità, il Creato;   una violazione massima di ogni etica umana civile e politica che nessun diritto alla difesa può logicamente e moralmente giustificare.

Al di là delle grandi aspettative che avevamo riposto nella terza assemblea ecumenica, peraltro largamente disattese, Sibiu ha dato risultati concreti ancor prima di iniziare. L’attività frenetica di preparazione ha funzionato ed abbiamo potuto gustare il piacere dell’attesa di un evento che ciascuno sentiva proprio.

Nel documento conclusivo, nella settima raccomandazione, appare un richiamo alla scelta nonviolenta alla gestione dei conflitti peraltro già accennata nei documenti degli incontri precedenti.

Vicenza era stata poi scelta anche naturalmente per l’impegno di quella città contro il raddoppio della base “Dal Molin”. L’impegno tenace  e da protagonista della ri-neonata sede MIR  della città ha dato come frutto tangibile il ricorso al T.A.R. Veneto e la conseguente sospensione dei lavori di raddoppio dando dimostrazione che, nel momento in cui  le persone prendono coscienza del proprio  potere e lo esercitano in modo pacifico, nonviolento ed assertivo possono verificarsi grandi cambiamenti anche laddove sembra impossibile avventurarsi.

Certo, l’ultima parola non è stata ancora pronunciata.

Vicenza e L.I.P.

Altro frutto tangibile dello sforzo attorno al 6 agosto è stato  l’impegno comune a sostenere la legge di iniziativa popolare “Italia zona libera da armi nucleari” , (presentata in corte di Cassazione il 25 luglio la cui raccolta di firme è  partita il 30 settembre) nella convinzione  che  i documenti come tali non siano significativi ed efficaci se non si rivelano strumenti utili a sollecitare l’impegno e le azioni concrete delle persone. La campagna di raccolta firme si è rivelato un grosso successo politico ma anche relazionale, di nuovo. L’organizzazione dei banchetti-raccolta, l’inventare occasioni di vario genere per far conoscere l’iniziativa è stato un’opportunità di relazione con gli altri 53 tra movimenti, associazioni, gruppi vicini alle chiese, ma anche di gente comune nella stragrande maggioranza dei casi inconsapevoli sia della situazione italiana relativa appunto le armi di distruzione di massa, sia rispetto alle opportunità che i cittadini hanno a loro disposizione nel coinvolgimento nella decisionalità dello Stato. Ancora una volta dunque una delle iniziative del MIR è servita ad un doppio scopo: da un lato quello della campagna vera e propria dall’altro l’opera costante che caratterizza il nostro movimento, quello della educazione permanente o per meglio dire  della coscientizzazione della società civile, unica via per determinare un autentico cambiamento nella società. Questo concetto è stato anche ribadito dall’ex presidente della Camera, Fausto Bertinotti, che ha definito la nostra iniziativa di alto livello etico e morale anche in considerazione del fatto che riuniva attorno a sé soggetti così diversificati per estrazione e storia.. Bertinotti  non solo ha firmato da privato cittadino ma nell’incontro del 27 marzo assunse personalmente l’impegno a presentare il testo della legge da deputato; la legge sarebbe stata dunque sia di iniziativa popolare che parlamentare. Come è andata  poi lo sappiamo tutti .

Caduto il governo Prodi la nostra legge è rimasta sotto altre scartoffie: ad oggi è stata assegnata alla Commissione Affari Esteri della Camera ma non ancora calendarizzata.

Intanto ci giunge però la notizia che anche in Gran Bretagna sono stati  ritirati gli  ordigni giacenti che, conteggiati insieme a quelle stoccate sul territorio tedesco ed ora parzialmente rimosse , significa che circa metà delle armi nucleari giacenti in Europa sono state smantellate. Un successo? Di certo, anche se non deve farci riposare l’idea di quel 50% ancora pronto all’uso.

Intanto però un altro aspetto legato al nucleare deve farci saltare sulle seggiole: inizialmente strisciante, ora assolutamente così palese da rientrare in programmi politici, assistiamo ad una nuova strategia di disinformazione tesa alla realizzazione di un programma per l’energia nucleare. Ritengo, dunque che questo debba essere uno dei punti caldi sui quali il nostro movimento dovrà assolutamente confrontarsi e rispetto al quale dovrà dotarsi di strumenti idonei.

La fiducia senza riserve nella tecnologia ritenuta in grado anche di evolversi in modo da poter risolvere i cosiddetti “effetti collaterali” della produzione di energia atomica, sarà il nuovo feticcio cui molti porteranno in dono il futuro proprio e nostro.

Le nuove elezioni

Nel giorno in cui eravamo alla Camera dei Deputati il governo Prodi stava già facendo le valigie. E con lui anche molte speranze di quanti di noi avevano salutato la sua elezione come capo di un “governo amico”. Paradossalmente questo cosiddetto “governo amico” ha finito per scatenare una enorme conflittualità, messaggi di sdegno e riprovazione pari, se non numericamente maggiori, a quelli inviati durante la guida del Paese ad opera di Berlusconi. Mi sono chiesta allora se l’errore non fosse stato a monte, quello cioè di considerare un governo come “amico”. Mi sono chiesta se sia giusto che esista un governo amico di qualcuno e nemico di qualcun altro, se questo non indichi di per sé un tradimento della democrazia strumento di per sé imperfetto ma per ora quello più gettonato come auspicabile. Considerare un governo come amico, legittima il sentimento comune secondo il quale per cinque anni si farà solo quello che piace ad una parte della popolazione , che legittima l’escalation di una mentalità tale da  mandare al governo del Paese (unico caso in Europa),  con il 48% dei consensi ,un partito xenofobo e razzista.

Quello che va chiesto ad ogni governo in carica è sempre e solamente il rispetto della Costituzione nata dalla storia di questo Paese, dalla sofferenza e dalla passione di chi è vissuto prima di noi e sostenuta, nel tempo, dal nostro stesso movimento attraverso le campagne più o meno famose a favore dei diritti umani, politici, sociali, di coscienza, di partecipazione civile; occorre lavorare  ai fianchi di tutti i governi perché vengano fatte scelte secondo giustizia ,non secondo le richieste di una parte della nazione, nella consapevolezza che accanto a quelle da noi sostenute esistono altre priorità cui i governanti sono chiamati a dare risposte.

L’astensione dal voto dello scorso aprile di molta parte anche dei membri di movimenti nonviolenti e pacifisti italiani, quello che ritengo un errore di fondo nella partecipazione alla vita politica del nostro Paese, ha di fatto determinato una seconda  forse ancor più grave conseguenza: la definitiva uscita dalla scena politica di persone che nel tempo hanno avuto a cuore alcuni di quei sogni che sono anche nostri. Dalla fiducia alla delusione, all’abbandono del proprio diritto-dovere (parola che troppo spesso sottovalutiamo e con la quale non abbiamo voglia di confrontarci). Paradossalmente, dunque, un desiderio di integrità e di radicalità ha di fatto determinato, o contribuito a determinare, una situazione ancor più drammatica nella nostra pur traballante democrazia.

Rapporti con le istituzioni

Attraverso l’instancabile prosecuzione delle attività del MIR di Padova riguardo il Decennio, mi è sembrato  evidente invece che la flessibilità e la disponibilità alla graduale realizzazione di obiettivi possa di fatto fare la differenza tra essere ininfluenti o tentare la diffusione su scala più ampia della scelta nonviolenta. Il documento relativo le linee guida  per l’educazione alla pace redatto grazie anche al contributo del MIR emanato dal Ministro Fioroni, nonostante contengano alcuni aspetti che non rispondono pienamente alla nostra linea politica, sono di fatto un contributo di alto livello e non solo educativo-didattico: propongono uno stile di convivenza, di gestione del conflitto, di educazione permanente che non possiamo non riconoscere nostri. Ed il documento gira, è letto, diventa spunto di riflessione per gli insegnanti. Penso sia ora un impegno di tutto il nostro movimento la sua pubblicizzazione, rara durante l’amministrazione di Fioroni, nulla, temo, ora.

Di certo gli impegni per i valori fondamentali del Decennio non potranno concludersi allo scadere del prossimo biennio: ma una nuova proposta sta arrivando al nostro movimento da parte di Pax Christi e da altri soggetti italiani  che hanno partecipato all’assemblea ecumenica europea di Sibiu circa la costruzione di un Network, una Rete Ecumenica di chiese per la pace in relazione all’”altro decennio”, quello del World Council of Churches nato anche per supportare il Decennio indetto dall’ONU. Una doppia connotazione dunque che vede il nostro movimento coinvolto di fatto sia sul versante politico-istituzionale che su quello relativo le diverse tradizioni cristiane presenti nel nostro Paese e nel mondo.

La realtà italiana oggi richiede un ulteriore sforzo  di pacificazione, di un progetto a lungo termine perché sia scongiurata l’impossibilità della comunicazione fra diversi strati della società civile; società ora incapace, o ineducata, ad uscire dal bipolarismo delle posizioni sulle più diverse esigenze o aspetti della vita. Ritengo invece che il “pensiero debole” proprio delle esperienze minoritarie possa rivelarsi non solo utile ma risolutivo nel momento in cui l’opposizione estremizzata su fronti contrapposti senza alcuna possibilità di dialogo, pone come sola via d’uscita il prevalere dell’idea del più forte di turno, fenomeno che, pur risolvendo il problema nell’immediato, non sparge il seme buono di frutti di pace  duraturi.

Il confronto che il MIR ha l’opportunità di fare con omologhi soggetti internazionali ed organismi sopranazionali dei quali la nostra civiltà si è dotata, penso sia l’ulteriore servizio che possiamo offrire a noi stessi ed al nostro Paese.

La strada di maggiore coinvolgimento nell’attività internazionale ci fornisce anche ulteriori stimoli alla nostra crescita nazionale: penso al nostro coinvolgimento nel salone internazionale delle iniziative di pace di Parigi (con relativo intervento organizzato dalla sede di Torino ) ed al  seminario  svolto dall’EFOR  cui hanno partecipato per noi le due ragazze  coinvolte nel progetto del MIR nazionale per l’anno di servizio civile  volontario.

Infine gli appelli ripetuti alla partecipazione a questa assemblea  mostra la necessità, l’urgenza, il desiderio profondo di rinnovamento e coinvolgimento, ricambio e perseveranza. Mentre affondiamo le radici sempre più nei valori che ci sono propri ed ai quali non solo non intendiamo rinunciare ma che vediamo sempre più validi e sostanziali, siamo alla ricerca di nuovi linguaggi per entrare in relazione con la realtà che ci interpella. Uno sguardo dietro di noi (quest’anno ricorre il 20° e 10° anniversario dalla morte  rispettivamente di don Sirio e di don Beppe) ; uno al nostro futuro con alcuni momenti di sconforto ma con passione immutata: “….ed io vi dico oggi, amici miei, che anche di fronte alle difficoltà di oggi e di domani, io ancora ho un sogno “ (MLKing).

 

1.2- Relazione della segreteria.

 

Giovanni Ciavarella e Silvia Cosentino, membri della segreteria presenti all’assemblea, illustrano il lavoro svolto a partire dalla loro elezione, il 30 aprile del 2008.

In particolare individuano, nel lavoro della segreteria di questo primo anno, due filoni fondamentali; in primo luogo quello dell’informazione e comunicazione, in cui si inseriscono la circolare profondamente rinnovata nella forma grafica, il bollettino MIR-FLASH, la creazione di caselle di posta per la segreteria e le sedi, le liste di distribuzione e discussione, la creazione di un nuovo sito. Si tratta di iniziative tutte legate dall’unico obiettivo di dare visibilità alle attività del Mir sia all’interno, nel tentativo di fare rete, sia all’esterno, in modo che si creino rapporti con il movimento, meno “personalizzati”.

Nel secondo filone si inseriscono invece il minicampo per il ventennale dei campi Mir, che si è tenuto ad Albiano d’Ivrea nel luglio 2007, in cui abbiamo avuto la possibilità di conoscere o rivedere i primi partecipanti ai campi estivi e la gita a Parigi in occasione del Salone internazionale delle iniziative di pace. Si tratta di iniziative di aggregazione, dirette da un lato a mantenere ed approfondire i contatti con e fra gli iscritti e a farli partecipi della vita del movimento e, dall’altro lato, a coinvolgere persone nuove.

Inoltre, la segreteria ha collaborato attivamente ad alcune campagne nazionali (6 agosto, Un futuro senza atomiche …) ed ha seguito l’iter – purtroppo conclusosi negativamente – per la trasformazione del Mir in associazione di promozione sociale.

Come nota positiva Giovanni Ciavarella e Silvia Cosentino sottolineano il fatto che il lavoro di segreteria si sia sempre svolto in staff ed in stretta collaborazione con presidenza e vicepresidenza, tanto è vero che i messaggi sulla casella di posta della segreteria vengono reindirizzata sulle caselle private della presidente, dei vicepresidenti e dei tre segretari.

 

1.3- Relazione del tesoriere.

 

Il tesoriere illustra all’assemblea le voci del bilancio consuntivo e del bilancio preventivo già approvati dal Consiglio nazionale che, allegati al presente verbale, ne costituiscono parte integrante.

Paolo Candelari commenta inoltre un grafico con la situazione e l’andamento delle iscrizioni.

 

2- Dibattito generale

 

Luciano Benini, ritenendo di essere quello dei sei tra presidente, vicepresidenti e segretari che ha dato il minor contributo vuole ringraziare gli altri componenti per il lavoro e l’impegno. Ritiene che  il bilancio è certamente superiore, se si considerano le attività di tutte le sedi locali, quello che vediamo è quello centralizzato e si domanda se vogliamo più iscritti per avere più soldi per realizzare più iniziative o vogliamo più iscritti per far crescere il movimento. Sarebbe opportuno risparmiare una parte dei soldi che si spendono per inviare le circolari in forma cartacea. Ritiene che si dovrebbero organizzare dei dibattiti sul nucleare civile. Quanto ai governi amici, è convinto di non averne mai incontrati, dal dopoguerra ad oggi.

Chicco Anderloni chiede se è stato tenuto presente l’aumento delle armi nucleari in Jugoslavia.

Paolo Candelari ritiene che ci sia un’enorme differenza tra necessità e realtà. Occorre in primo luogo tenere presente il problema ambientale e la ricaduta che questo ha sulla situazione economico-sociale. A fronte di questo non intravede la proposta di una società nuova, di un’economia nuova, paragonabile, ad esempio, al sorgere del movimento operaio nel 1800. Ci sarebbe bisogno di un movimento in cui i nonviolenti mettano tutte le loro capacità, la loro creatività. Il dramma è che le persone non ritengono che sia possibile fare qualcosa, che è scomparsa ogni forma di opposizione e che all’orizzonte non vi è nulla che faccia pensare alla possibilità di avere nuovamente un’opposizione. Occorre quindi un periodo di rifondazione del Mir , bisogna rivitalizzare gli iscritti, cercare persone nuove, darsi una scaletta di priorità, monitorizzare le attività, perché non possiamo permetterci il lusso di giocare con la nonviolenza e con la politica.

Donato Bergese ritiene che nei campi si debba fare la proposta ai campisti, senza obbligarli,  di iscriversi al Mir e che si debba fare riferimento alle comunità locali. Per quanto riguarda il nucleare, ricorda che a 50 Km. dalla Valle Pesio c’è una centrale nucleare, per cui crede che sia più importante impegnarsi nella campagna sull’acqua come diritto di tutti, in un momento in cui si tende alla privatizzazione di questo bene.

Pierangelo Monti ricorda che quest’anno (il 10 dicembre) sarà il sessantesimo anniversario della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e che questa è una cosa che unisce tutti. Il grande tema è quello di tutti i diritti umani per tutti. Richiamare i diritti umani potrebbe essere una delle priorità per chi si rifà alla nonviolenza.

Alvise Alba concorda con Paolo Candelari sulla necessità di fare qualcosa per la nonviolenza ma dubita che il Mir da solo sia in grado di farcela e ritiene che talvolta progettiamo cose superiori alle nostre forze.

Paolo Candelari replica che bisogna cominciare dal singolo, il resto verrà.

Beppe Marasso non ritiene che un appello possa consentire la trasformazione del movimento. Noi cresciamo su un progetto che risulta credibile. La nonviolenza non è solo l’antimilitarismo, non è solo il pacifismo: non può esaurirsi in campagne “contro”. In questo modo si darebbe soltanto una visione parziale. Il Mir deve dare anche altre risposte, che riguardano la vita delle persone. La difficoltà non è il denaro, o l’organizzazione: ciò che conta è che la ragione profonda del tuo vivere sia condivisa.

Semplificazione, comunità, diritti delle persone e loro dignità: queste sono le cose su cui dobbiamo lavorare e che saldano il Mir di oggi con il movimento di Martin Luther King.

Per Giovanni Ciavarella se noi crediamo nei sogni che abbiamo attaccato sul cartellone e li pratichiamo troveremo altre persone e l’aumento del numero degli iscritti sarà una conferma che siamo sulla strada giusta.

 

3- Vita del movimento:

 

3.1- Assetto giuridico (trasformazione in a.p.s.).

 

Silvia Cosentino riferisce sull’attività svolta dalla segreteria allargata in relazione alla trasformazione in a.p.s. e sull’ulteriore diniego del Ministero. Illustra quindi le possibilità residue: impugnare davanti al T.A.R. Lazio tale provvedimento di diniego ovvero percorrere la strada dell’iscrizione delle sedi che ne abbiano i requisiti ai rispettivi albi regionali delle associazioni di promozione sociale.

Giovanni propone che, nel frattempo, si proceda con l’iscrizione del Mir nazionale – come sede di Torino – nel registro piemontese delle associazioni di promozione sociale.

 

L’assemblea decide di rinviare la procedura per l’iscrizione nel registro delle associazioni di promozione sociale in attesa di consolidare le sedi locali.

L’assemblea decide di iscrivere il Mir nazionale nel registro delle associazioni di promozione sociale piemontese, dove si trova la sede del Mir nazionale, salvo che ciò pregiudichi l’eventuale iscrizione di altre sedi nei registri regionali di competenza.

 

3.2- Comunicazione ai soci del bilancio consuntivo e preventivo.

 

Il tesoriere sottopone all’assemblea il bilancio consuntivo e preventivo approvato dal Consiglio Nazionale di Milano.

 

3.3- Discussione e deliberazione sulla proposta di aumento della quota sociale.

 

Viene sottoposta all’assemblea la proposta del Consiglio Nazionale di aumentare la quota sociale a 41 € o a 50 € per chi vuole l’abbonamento a Quale vita.

Dopo ampia discussione la proposta viene respinta.

La Presidente chiede che una commissione si incarichi di proporre all’assemblea una proposta alternativa circa la possibile diversificazione delle quote.

La commissione, composta da Luciano Benini, Giovanni Ciavarella e Silvana Sacchi sottopone all’assemblea la seguente proposta:

La quota di iscrizione al Mir è pari a 30 €. Per ogni ulteriore membro della famiglia la quota di iscrizione è di 10 €. Per l’abbonamento a Quale vita aggiungere 10 €. Per essere simpatizzante del Mir senza iscrizione versare almeno 10 € per essere informato sulla vita del movimento.

Sulla base di tale proposta l’assemblea assume la seguente decisione:

 

La quota di iscrizione, comprensiva di abbonamento a “Quale vita”, è di € 40,00. La quota sostenitore è € 60,00. Si stabilisce anche la possibilità di aderire al movimento in veste di simpatizzante con la quota di € 20,00. Chi non desiderasse ricevere “Quale vita” può sottrarre l’importo di 10 €.

Rimane valida la possibilità di autoriduzione qualora il dato economico dovesse rappresentare impedimento al desiderio di essere socio Mir.

 

3.4- Presentazione Belpasso. Discussione e deliberazione sulla proposta di vendita dei terreni di Comiso.

 

1. Gaia Serafini racconta della propria esperienza con il gruppo campi nella Fraternità dell’Arca di Belpasso, che reputa molto positiva, forse la più entusiasmante del proprio anno di servizio civile.

Anche Raffaella Cignarale parla di un’esperienza molto positiva: ricorda in particolare la preghiera del mattino davanti al sole e la preghiera della sera davanti al fuoco. Ritiene che la Fraternità abbia bisogno della presenza del movimento.

Secondo Silvana Sacchi la cosa molto positiva è stata quella di partecipare all’esperienza dell’Arca e nel contempo di essere campisti; molto importante è stato anche il lavoro manuale, di cui vi era davvero necessità. Sottolinea la disponibilità e l’accoglienza dei membri della Fraternità.

A Belpasso abitano Tito e Nella Cacciola ed i loro quattro figli e vi sono altre famiglie che ruotano intorno alla Fraternità. In particolare Enzo e Maria Sanfilippo di Palermo penserebbero in un futuro più o meno prossimo di trasferirsi a vivere a Belpasso, nella casa che è già stata acquistata da entrambe le coppie.

Beppe Marasso propone di istituire un campo annuale (in primavera o in estate), in modo da offrire alla Fraternità aiuto e vicinanza, e di destinare a sostegno della Fraternità stessa, nei cui valori ci riconosciamo, gli eventuali proventi della vendita dei terreni di Comiso, se sarà deliberata.

Enzo Gargano ricorda che a novembre si terrà a Casciago l’incontro dell’Arca italiana.

2. Pier Carlo Racca riferisce che la decisione di vendere il terreno era già stata assunta nel 1999 dall’Assemblea Mir di Genzano: l’incarico di provvedervi era stato affidato a Giuseppe Barbiero, ma la vendita non si è poi conclusa.

Beppe Marasso ritiene che si debba sgombrare il campo da ogni questione giuridica e fiscale e limitarsi a decidere se destinare alla Fraternità di Belpasso i proventi della vendita.

Luciano Benini riferisce che vi è, a fianco di quello del Mir-Mn, un altro terreno, c.d. dei multiproprietari”, in relazione al quale lo stesso Luciano e Alberto L’Abate hanno la procura a vendere: sarebbe quindi opportuno vendere contestualmente anche questo terreno. Luciano Benini ritiene peraltro che i proventi della vendita non possano essere destinati a dei privati ma ad una fondazione.

Dopo ampia discussione:

 

L’assemblea delibera di incaricare la segreteria di verificare le procedure necessarie ad alienare i terreni di Comiso, qualora ciò non si ponga in contrasto con le norme statutarie e di legge

 

3.5- Discussione e deliberazione sulla proposta di istituire un ufficio dei diritti.

 

Viene discussa la proposta di Francesco Lo Cascio di istituire un ufficio di advocacy.

 

L’assemblea esprime apprezzamento per l’attività di advocacy svolta dalla sede di Palermo. Per il prossimo Consiglio Nazionale il movimento resta in attesa di ulteriori chiarimenti al fine di elaborare un eventuale progetto nazionale.

 

4- Relazioni dalle sedi

 

Il materiale pervenuto dalle sedi sulle rispettive attività è stato affisso e messo a disposizione dei partecipanti.

 

5- Relazione sulle campagne e sulle iniziative nazionali ed internazionali del MIR e linee programmatiche per il nuovo anno sociale:

 

5.1- “Un futuro senza atomiche”.

 

Ilaria Ciriaci riferisce i risultati della campagna.

Giovanni Ciavarella riporta la richiesta del Comitato nazionale di organizzare eventi mediatici a sostegno della discussione della proposta di legge.

L’assemblea assume al riguardo la seguente decisione:

 

Il Mir ribadisce il proprio impegno nella prosecuzione della campagna “Un futuro senza atomiche”, destinando ulteriori energie per eventi volti al sostegno della discussione in sede istituzionale della proposta di legge ed invita tutti gli altri promotori a continuare nel percorso comune per il perseguimento dell’obbiettivo già parzialmente conseguito.

 

5.2- Decennio.

 

Ilaria Ciriaci propone che tutti i soci scarichino e stampino la Direttiva sull’educazione alla pace e si impegnino a diffonderla capillarmente.

Pierangelo Monti suggerisce di inviare la direttiva agli assessorati all’istruzione dei comuni e delle province in cui il Mir è presente perché gli assessorati a loro volta lo mandino alle scuole.

Luciano Benini propone che la sede di Padova invii la direttiva alle regioni, alle province ed ai comuni sopra i 50.000 abitanti, prendendo contatto con gli stessi. Luciano suggerisce inoltre di verificare dove si terrà il prossimo anno il coordinamento nazionale delle scuole di pace: nel caso in cui fosse vicino ad una sede Mir la stessa dovrebbe incaricarsi di diffondere il materiale sul decennio (direttiva, CD-ROM…).

Giovanni Ciavarella propone di collaborare, come Mir, all’organizzazione della manifestazione di Genova 2010.

Zaira Zafarana concorda con la necessità di sollecitare gli amministratori locali ma propone di concentrarsi particolarmente sul recepimento da parte dell’UNESCO della proposta di dichiarazione.

Paolo Colantonio suggerisce di aggiungere alla proposta di Luciano che la sede di Padova individui, ove possibile, una sede locale che si impegni a prendere contatto con gli amministratori locali.

Anche Ilaria Ciriaci ritiene che le due strade (istituzionale e contatti personali) debbano marciare di pari passo e che, perciò, tutte le sedi dovrebbero essere coinvolte.

Dopo ampia discussione:

 

L’assemblea chiede alla sede di Padova di farsi carico della diffusione presso le sedi istituzionali – regioni, province e comuni sopra i 50.000 abitanti – della Direttiva sull’educazione alla pace, della proposta di dichiarazione dell’UNESCO, del CD-ROM “Mattoni di pace” ed alle sedi locali di curare i contatti personali.

L’assemblea delibera che in occasione della manifestazione di Genova 2010 il Mir si faccia parte attiva sia nella presenza, sia nell’organizzazione, ed incarica Giovanni Ciavarella di farsene referente, la segreteria e le sedi di Torino e Padova di collaborare.

L’assemblea chiede che nel prossimo Consiglio Nazionale la sede di Padova fornisca ogni informazione utile sulla manifestazione di Genova.

 

5.3- Colombia vive.

 

Non vi sono aggiornamenti significativi rispetto a quanto già riferito allo scorso Consiglio nazionale.

 

5.4- Campi estivi.

 

I campi estivi 2008 sono stati illustrati all’assemblea con cartelloni ed altro materiale messo a disposizione dei partecipanti.

 

5.5- Servizio civile.

 

Paolo Candelari rileva che è in corso il progetto “Nonviolenza attiva”, che ha permesso a Gaia Serafini e Zaira Zafarana di venire a contatto con il Mir. Paolo sottolinea il ruolo attivo delle serviziociviliste nella raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare, sia a livello piemontese, sia a livello della segreteria nazionale della campagna.

Paolo Candelari ricorda che il prossimo anno non avremo più il progetto perché lo stesso, benché approvato, non ha ottenuto il finanziamento. Per quanto riguarda il servizio civile il Mir ha una convenzione come Mir nazionale.

Gaia Serafini e Zaira Zafarana ringraziano per le molte occasioni di formazione ricevute durante quest’anno di servizio civile. Come criticità sottolineano un certo senso di abbandono in talune occasioni, la mancanza di riferimenti.

 

L’assemblea esprime vivo apprezzamento e ringraziamento per l’apporto di lavoro e di rinnovamento alla vita del movimento di Gaia Serafini e Zaira Zafarana, che hanno vissuto l’anno di servizio civile volontario presso la sede del Mir di Torino, nella speranza che abbiano desiderio di mantenere rapporti di condivisione e collaborazione nel movimento.

 

5.6- Incontro E FOR di Alkmaar

 

Paolo Candelari riferisce sull’incontro E FOR che si è tenuto ad Alkmaar il 3 ed il 4 aprile, con 29 partecipanti, di cui 3 staff IFOR provenienti da Belgio, Inghilterra, Francia, Germania, Italia, Olanda, Norvegia, Scozia, Svezia, Svizzera, Galles, Fundacja Ekumeniczna “Tolerancja” – Polonia.

Paolo Candelari informa l’assemblea sui prossimi appuntamenti e campi estivi IFOR ed E FOR. In particolare per il prossimo consiglio internazionale viene proposta l’Uganda, mentre il prossimo incontro E FOR si terrà in Polonia dal 24 al 26 aprile 2009.

Su richiesta di alcuni partecipanti Paolo Candelari espone alcune riflessioni in tema di spiritualità e visione politica delle branche del Mir.

Paolo Candelari propone all’assemblea di invitare al prossimo Consiglio nazionale Marion Schreiber, rappresentante europea nel comitato consultivo IFOR e di coinvolgere qualche giovane italiano nella partecipazione al campo internazionale della gioventù che si terrà la prossima estate in Austria.

Pierangelo Monti ed Ilaria Ciriaci suggeriscono di invitarla piuttosto ad un seminario.

Al termine, l’assemblea assume la seguente decisione:

 

L’assemblea incarica Paolo Candelari di mantenere i rapporti con l’E FOR al fine di dare l’opportunità a giovani italiani di partecipare al campo ad hoc che si terrà la prossima estate in Austria coordinandosi con il gruppo campi.

 

5.7- Salone internazionale delle iniziative di pace.

 

Zaira Zafarana riferisce sul Salone internazionale delle iniziative di pace, evidenziando come si sia persa l’occasione di dare maggiore visibilità del Mir, di allacciare rapporti con altre associazioni nazionali ed internazionali, di condividere esperienze.

Beppe Marasso e Paolo Candelari sottolineano l’aspetto positivo della partecipazione al Salone di numerosi iscritti.

 

5.8- Seminario E FOR di genere.

 

Gaia Serafini e Zaira Zafarana relazionano, anche attraverso giochi e tecniche di animazione, sulla loro partecipazione al gender training organizzato dall’E FOR ad Alkmaar e propongono l’organizzazione di un seminario sul tema per il mese di settembre.

 

6- Proposte in materia di OSM-DPN, destinazione 5xmille e campagna “Scelgo la nonviolenza”: discussione e deliberazione

 

Paolo Candelari introduce l’argomento della campagna 5xmille, ricordando l’appello di Zanotelli di febbraio ed il volantino sulla cui base la campagna è di fatto partita. La proposta era quella di destinare il 5xmille all’istituzione dei corpi civili di pace, individuando a tal fine l’Associazione Papa Giovanni, chiedendo che questa azione fosse considerata un’obiezione di coscienza. Vi sono state varie risposte – quella del Mir interlocutoria, quella del Movimento nonviolento più critica – ma nel frattempo la campagna è comunque partita, tra l’altro con l’adesione del gruppo locale di Vicenza.

Le opzioni che ci si prospettano sono tre: aderire alla proposta puramente e semplicemente, come il Mir Vicenza; aderire alla campagna destinando i proventi del 5xmille all’Associazione I.P.R.I.- Rete C.C.P. anziché all’Operazione Colomba; non aderire.

Luciano Benini sottolinea che l’obiettivo del riconoscimento della difesa popolare nonviolenta si era ritenuto raggiunto con l’art. 8 della legge 230 di riforma sulla legge per l’obiezione di coscienza. Restava peraltro il problema della possibilità dell’opzione fiscale che, presente nella proposta di legge Guerzoni, non è mai stata discussa. Se il Mir riuscisse a convogliare molti consensi nella campagna del 5xmille a favore di un fondo per la D.P.N. avrebbe di fatto ottenuto la possibilità dell’opzione fiscale.

Beppe Marasso ritiene che quella del 5xmille sia una proposta interessante, dando la possibilità al cittadino di dare risposta al proprio ideale etico. Per quanto riguarda l’adesione alla campagna nutre molte perplessità perché le sollecitazioni per il 5xmille sono molte.

Giovanni ritiene che questa campagna abbia in sé molte caratteristiche della campagna bandiere dai balconi perché può coinvolgere moltissimi cittadini. Se si rispondesse a tale compagna si potrebbe ottenere il raggiungimento di un obiettivo comune. Giovanni Ciavarella propone che aderiscano alla all’Associazione I.P.R.I.- Rete C.C.P. le associazioni che ci vogliono stare dentro. I contributi raccolti verrebbero poi distribuiti, in parte, a tale associazioni. Il fatto di potersi contare rappresenta una forza, anche politica.

Paolo Colantonio ritiene che collegandosi si diventi più forti, dando maggiore forza e visibilità alle nostre associazioni, attraverso inviti e pubblicità a sottoscrivere.

Ilaria Ciriaci reputa che possano crearsi dei problemi nel momento in cui si debbano utilizzare i proventi del 5xmille: pertanto andrebbe stabilito a priori il progetto che sarà finanziato con tali proventi.

Paolo Candelari precisa che la destinazione del 5xmille è solo una parte di questa campagna, mentre la parte più importante è quella nonviolenta: il punto importante è l’istituzione di un albo degli obiettori di coscienza, perché il servizio di leva non è stato abolito ma soltanto sospeso. Paolo Candelari espone due perplessità sull’adesione pura e semplice alla campagna: se noi qui presenti possiamo impegnare il Mir in questa campagna, perché probabilmente alcune sedi non sono d’accordo e se sia possibile ottenere la partecipazione di tutti i movimenti, perché ciò che può dare uno slancio a questa campagna è che si tratti dei una campagna di tutti i nonviolenti.

Mirella Crevanzola ritiene che con questa campagna non si ottenga nulla perché è impossibile chiedere alle associazioni di rinunciare al proprio 5xmille e perché non è comunque pensabile risolvere i problemi con i soldi.

Pier Carlo Racca non ritiene necessaria l’istituzione di una nuova associazione, come richiesto da Alex Zanotelli. Non si deve chiedere alle associazioni di rinunciare al proprio 5xmille o di riversarlo ma si deve identificare nell’Associazione I.P.R.I.- Rete C.C.P. l’organismo con cui lavoriamo. Occorre trovare un nuovo bacino di contribuenti.

Secondo Beppe Marasso è indispensabile che tutti i movimenti accettino di fare un passo indietro e si esprimano in modo collettivo, ma si domanda se la campagna 5xmille sia questo.

Ilaria Ciriaci ricorda che nella raccolta delle firme per la legge di iniziativa popolare “Un futuro senza atomiche” c’erano 53 movimenti ed associazioni impegnate e che l’elemento unificante è stato il progetto comune. Analogamente la cosa vincente in questa campagna sarebbe quella di avere un progetto comune in cui le varie associazioni fanno confluire ciò che ritengono.

Renzo Dutto ritiene che le realtà siano tante ed esprime perplessità sulla possibilità di unificarle nella campagna 5xmille.

Secondo Beppe Marasso la condizione per aderire è che ci sia un obiettivo chiaro (politico) che consenta di andare di là dei singoli gruppi. Occorre quindi favorire la formazione di un progetto comune.

Silvia Cosentino ritiene che nella campagna 5xmille debba darsi particolare risalto all’obiettivo di unificare i movimenti e di contare le forze nonviolente, com’è accaduto nella campagna delle bandiere da tutti i balconi o nella raccolta firme, più che al progetto economico.

Ilaria Ciriaci ritiene che il Mir non abbia al momento attuale sufficienti forze ed energie per seguire questa campagna.

Pierangelo Monti si interroga su quale potrebbe essere un obiettivo preciso per giustificare un’azione comune, la cui esigenza è stata sottolineata con forza da Beppe Marasso ed Ilaria Ciriaci.

Secondo Giovanni Ciavarella è molto importante l’effetto di pressione politica che questa campagna potrebbe avere. Quanto al progetto preciso, lo stesso potrebbe consistere nella formazione e nel sostegno ai corpi civili di pace.

Paolo Candelari ricorda che l’idea della campagna del 5xmille è nata dall’esigenza di creare una campagna nonviolenta. Una soluzione potrebbe essere quella di approvare l’idea di una campagna sulla nonviolenza attiva, chiedendo ad altri movimenti, che abbiano aderito o abbiano posizioni interlocutorie, di preparare un momento in cui si trovino idee per una campagna efficace.

Paolo Colantonio ritiene che se l’Associazione I.P.R.I.- Rete C.C.P.. rappresenta una punta delle nostre iniziative di pace occorra sostenere tale campagna, altrimenti significa che non ci crediamo: sarebbe una scelta non coerente con la nostra storia.

Secondo Luciano Benini la campagna delle bandiere su tutti i balconi non è paragonabile a questa perché si trattava di un gesto molto semplice. Come assemblea esprimerebbe un interesse del Mir a valutare la fattibilità e a definire con maggior precisione un obiettivo comune.

Dopo ampia discussione:

 

L’assemblea esprime il suo vivo interesse al progetto di campagna “Scelgo la nonviolenza”, in quanto tende ad unificare, come è necessario, il mondo nonviolento-ecopacifista. Ritiene peraltro necessario un ulteriore sforzo, per il quale è disponibile a dare il proprio contributo, per definire l’obiettivo comune, come può essere ad esempio la proposta del 5xmille.

L’assemblea propone perciò un incontro, possibilmente convocato dall’Associazione I.P.R.I.-Rete C.C.P., nel settembre 2008.

 

7- Proposta di collaborazione attiva con il Consorzio Goel: discussione e deliberazione

 

Viene data lettura di una comunicazione di Silvia Berruto di Aosta su una mostra fotografica itinerante dalla stessa organizzata sul Consorzio Goel.

Chi fosse interessato ad avere informazioni può rivolgersi alla sede di Aosta.

 

8- Proposta in materia di campagna “Addiopizzo”: discussione e deliberazione

 

La discussione e la deliberazione sul punto vengono rimandate ad altra sede, in considerazione dell’assenza di Marco Siino che segue da vicino tale campagna.

 

9- Varie ed eventuali

 

9.1- Rete Ecumenica delle Chiese per Pace.

 

Ilaria Ciriaci riferisce sulla proposta di Pax Christi di collaborare ad una “Rete Ecumenica delle Chiese per la Pace” per rilanciare l’impegno ecumenico dopo Sibiu.

Luciano Benini ritiene che si tratti di un’attività assolutamente importante al quale il Mir deve partecipare anche in relazione alla centralità del proprio impegno ecumenico e dà la propria disponibilità a collaborare.

Paolo Candelari ricorda che l’evento “Osare la pace per fede” si terrà a Torino nel marzo 2009 e che dunque la sede di Torino sarà coinvolta e propone di organizzare una conferenza invitando Hildegard Goss-Mayr.

Anche Pierangelo Monti e Giovanni Ciavarella sono favorevoli ad aderire per la testimonianza che possiamo rendere e offrono la propria disponibilità.

 

L’assemblea decide di collaborare al progetto per una “Rete Ecumenica delle Chiese per la Pace” lanciato da Pax Christi dopo l’assemblea ecumenica di Sibiu ritenendolo in perfetta coerenza col proprio spirito di impegno e sovrapponibile a larga parte dei progetti in corso (Decennio, processo conciliare, radici spirituali dell’opzione nonviolenta…), chiedendo al Vicepresidente Luciano Benini di seguirne gli sviluppi da sottoporre a verifica nel prossimo Consiglio Nazionale.

L’assemblea decide di aderire all’evento “Osare la pace per fede” previsto per marzo 2009 a Torino, chiedendo alla sede locale di attivarsi nella fase organizzativa.

L’assemblea chiede inoltre a tutte le sedi l’impegno a pubblicizzare l’evento nelle diverse realtà locali sollecitando e sostenendo la partecipazione dei giovani.

 

9.2- Sessantesimo della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.

 

Pierangelo Monti illustra una proposta di celebrazione per l’anniversario della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e le attività che lui stesso svolge a scuola in occasione di ogni 10 dicembre.

Chicco Anderloni ricorda che ad Aosta nelle scuole si svolgono analoghe attività e cercherà di fornire del materiale.

L’assemblea approva la seguente mozione:

 

L’assemblea del Mir, in questo anno dedicato ai diritti umani, in vista del 60° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani, invita tutti i soci e le sedi ad attivare iniziative, anche insieme alle altre organizzazioni affini, finalizzate a richiamare il dovere di riconoscere tutti i diritti per tutti.

In particolare si valorizzerà la giornata del 10 dicembre per celebrare la Dichiarazione che riguarda e unisce tutti gli esseri umani.

Si invita a segnalare alla segreteria le iniziative programmate, per la loro diffusione.

 

9.3- Associazione I.P.R.I.- Rete C.C.P..

 

Giovanni Ciavarella introduce brevemente l’argomento, ricordando che domani, 6 luglio, si terrà il Consiglio direttivo dell’Associazione I.P.R.I.- Rete C.C.P. e mette a disposizione i verbali del Consiglio direttivo.

Nanni Salio riferisce dell’approvazione da parte  del Ministero di un progetto di formazione, di un progetto pilota in Kossovo, che potrebbe concretizzarsi, di una proposta di Lorenzo Scaramellini che riguarda la campagna OSM, di un master di formazione alla mediazione  in cui dovrebbe entrare un rappresentaNte dell’I.P.R.I. – Rete C..C.P..

C’è la proposta di un bando di servizio civile, previsto per ottobre, per un certo numero di giovani che dovrebbero sperimentare il servizio civile in zone di conflitto armato all’estero: si tratterebbe di un primo embrione di sperimentazione di corpi civili di pace.

Nanni Salio riferisce inoltre che il convegno che si è tenuto a Bolzano è stato molto positivo per interesse  e partecipazione.

 

9.4- Iniziativa 6-9 agosto a Vicenza.

 

Ilaria Ciriaci riferisce brevemente sulla richiesta di Beati i costruttori di pace di partecipare all’iniziativa del 6-9 agosto a Vicenza, curando una meditazione spirituale.

Al termine, l’assemblea assume la seguente decisione:

 

L’assemblea decide di partecipare ai percorsi che si svolgeranno nei prossimi 6-9 agosto a Vicenza attraverso iniziative da concordare con gli altri movimenti coinvolti nell’evento, dando pieno mandato e sostegno al gruppo locale di Vicenza circa le decisioni da intraprendere.

 

9.5- Sostegno alle iniziative della sede di Vicenza.

 

L’assemblea sostiene l’impegno della sede locale di Vicenza contro il raddoppio della base “Dal Molin”, esprimendo nel contempo soddisfazioni per gli obiettivi parziali fin qui raggiunti.

 

9.6- Prossimi appuntamenti.

 

Ilaria Ciriaci si interroga sull’opportunità di organizzare assemblee più corte ed in zone più centrali dell’Italia.

Giovanni Ciavarella proporne di organizzare un’assemblea in Sicilia, magari presso la Fraternità dell’Arca di Belpasso, sulla scorta dell’esperienza fatta dal gruppo campi.

Paolo Candelari propone di alternare assemblee “lunghe”, di tipo seminariale, con assemblee corte, in un fine settimana e come sede per la prossima assemblea suggerisce la casa di Pax Christi di Firenze.

 

L’assemblea delibera che la prossima assemblea si terrà a Firenze o, in caso di impossibilità, a Bologna, il 9 e 10 maggio 2008.

Il prossimo Consiglio nazionale si terrà l’11 e 12 ottobre 2008 a Brescia.

 

9.7- Incontro con Tara Gandhi.

 

Barbara Bellini – che ha avviato alcuni contatti con il segretario – riferisce che la nipote di Gandhi potrebbe nel giro di un paio d’anni essere presente in Italia e chiede se il Mir possa essere interessato ad organizzare uno o più incontri con lei.

La decisione sul punto viene rimandata in attesa di conoscere la data presumibile del prossimo viaggio di Tara Gandhi in Italia.

 

I lavori dell’assemblea si concludono alle ore 20 circa del 5 luglio

 

Vigna Pesio, 5 luglio 2008                                                             Verbale redatto da Silvia Cosentino

 

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