Hildegard lettera di Natale 2006


“Coraggio! Non temete; ecco il vostro Dio,

giunge  la vendetta, la ricompensa divina. 

Egli viene a salvarvi”.                 (Is.35,4)

Cari amici,

termina un anno di grandi sofferenze per milioni  di persone: Irak, Palestina/Israele/Libano, Sudan, Filippine ecc. Fame e malattie, violazioni dei Diritti Umani, disoccupazione, esclusione e migrazioni opprimono larghi settori di popolazioni, anche dove noi viviamo. Questa situazione così grave costituisce per noi una sfida, è un invito ad agire così come agisce il nostro Dio Vivente. Che la nostra vendetta sia: servire, guarire, impegnarci perché ci sia più giustizia e pace per i più deboli.

Lo sforzo di “peace building”, e il problema di come rispondere positivamente all’incontro tra le diverse culture e religioni in Europa, hanno costituito per me una preoccupazione costante nel corso delle conferenze e dei seminari che ho tenuto in diversi paesi d’Europa. Come vincere la paura dello straniero, la paura dell’ “altro”, come aiutare a scoprire il volto umano, la scintilla di Dio nello straniero, nella sua religione, nella sua cultura? E’ stata per me una grande gioia scoprire delle ottime iniziative a questo riguardo, come per esempio quelle presentate al “Salone della pace” di Parigi lo scorso giugno, dove 300 gruppi e movimenti hanno esposto le loro iniziative di pace nell’ambito del “Decennio per una cultura di non-violenza e di pace” promosso dall’ONU. E’ stato un evento notevole. Ma è necessaria una profonda trasformazione di mentalità. E’ un lavoro lungo e impegnativo.

A 20 anni dalla nascita del movimento “People Power”, che aveva fatto cadere la dittatura del presidente Marcos nel 1986 per mezzo della non-violenza, e al quale avevo partecipato insieme a mio marito Jean Goss (*), sono stata invitata nelle Filippine per celebrare questo avvenimento con numerosi gruppi e operatori di pace filippini e per guidare seminari di formazione in “peace building” e riconciliazione. E’ stato incoraggiante vedere questi movimenti all’opera in un paese infelice, oppresso dalla corruzione, dallo sfruttamento e da violenze in ogni campo. Sono rimasta profondamente impressionata dallo sforzo che si vive nella regione del  Mindanao , questo campo di battaglia dove si fronteggiano l’armata nazionale e la guerriglia musulmana, dove il “Forum di Pace” vede riuniti vescovi cristiani insieme con la Lega Ulama musulmana e con leaders indigeni per scoprire i valori comuni e, insieme, lottare per vincere la povertà, promuovere una società multiculturale e arrivare al disarmo sia della guerriglia che dell’armata nazionale. Sebbene siano talvolta vittime di attacchi anche mortali, continuano coraggiosamente nel loro impegno, convinti che: “Verrà il nostro Dio… Egli viene a salvarci”.

Nonostante l’età si faccia sentire, sono molto riconoscente di aver potuto durante questo anno testimoniare quanto il nostro Dio Vivente ha realizzato nel secolo passato mediante la forza della non-violenza liberatrice e guaritrice. Anche nella nostra famiglia c’è stato un avvenimento felice: abbiamo potuto festeggiare, con tutta la parrocchia alla quale appartengono gli sposi, il matrimonio della mia nipotina maggiore Katharina con Christophe. Che il loro cammino insieme sia benedetto!

“Scaturiranno acque nel deserto, scorreranno torrenti nella steppa” (Is.35,6). Queste parole del profeta Isaia nutrono la nostra speranza che nell’anno che comincia “Ci sarà una strada appianata e la chiameranno Via santa”, verso un avvenire più giusto e felice per TUTTI.

(*) Del contributo che Jean e Hildegard Goss-Mayr hanno apportato alla rivoluzione non-violenta delle Filippine, e di tutto il loro impegno fin dagli anni ’50, si parla nei libri: J.Goss “Fede e nonviolenza”, L’Epos ediz. PA, 2006;  H.Goss-Mayr “Come i nemici diventano amici”, EMI, BO 1997; G.Houver “Jean e Hildegard Goss – la nonviolenza è la vita”, Ediz.Qualevita 1994.

Traduzione dal francese di Etta Ragusa